Perla Scandinava

"Non ci sono cattivi inverni ma solo cattivi vestiti"

Un premier autistico

Ieri mattina non erano in pochi, nel mondo politico e mediatico, coloro che puntavano ancora una volta sul proverbiale fattore “C” di cui ha beneficiato, a dispetto di tutti (soprattutto degli Italiani), Romano Prodi.

Era ieri, infatti, che si sarebbe dovuta pronunciare la giunta per le elezioni sui ricorsi di Pannella & co., che, se accolti, avrebbero regalato alla maggioranza di governo quattro senatori e la definitiva sua “resistenza in vita”.

Le cose invece sono precipitate per cui, non solo la giunta ha respinto le assurde istanze dei ricorrenti, ma è pure arrivato il colpo di grazia col ritiro della fiducia di Clemente Mastella che ha decretato la crisi di governo!

 

E ora cosa succederà? Un primo ministro serio sarebbe già salito al Quirinale per rassegnare le sue dimissioni nelle mani del Presidente della Repubblica ma il nostro è uomo di ben altra fatta e ha scelto di sfidare il Parlamento e la sua stessa maggioranza.

Il rischio che di fronte a una richiesta di fiducia questa gli venga accordata esiste e l’attuale agonia istituzionale si potrebbe quindi protrarre pericolosamente, a meno che un numero congruo di alleati non decida di uscire da questa forma di autismo di cui è affetto questo esecutivo, sempre più arroccato nel Palazzo sordo e cieco a tutto.

Nel caso che Prodi non ottenesse la fiducia dovrebbe toccare a Giorgio Napolitano prendere una decisione che liberi il Paese da questo clima di guerra tra bande in corso da quasi due anni dentro l’Unione.

Il Presidente della Repubblica però potrebbe anche non sciogliere le Camere per le sue note perplessità nei confronti della legge elettorale vigente, per tacere dei suoi appelli ecumenici a lavorare sulla riforma delle istituzioni tutti insieme appassionatamente (?!?).

Insomma gli scenari che si aprono sono tanti e incerti. Forse solo un’opposizione davvero compatta davanti al Capo dello Stato, durante le probabili consultazioni che costui dovrà indire, potrebbe determinarlo a sciogliere le Camere e …amen!

E’ evidente che Prodi non lascerà la poltrona di Palazzo Chigi per vie normali, dovrà essere sollevato a braccia e portato via di peso da qualcuno che avesse la forza nei muscoli per farlo.

Nell’intervento che ha appena svolto a Montecitorio questo premier-Magoo ha confermato di non essere in grado di vedere la condizione disastrosa nella quale ha gettato l’Italia e procede come se nulla fosse, nonostante intorno a lui e contro di lui cresca il disprezzo della popolazione certificato persino dall’Eurispes proprio ieri.

Inoltre Romano non accetta di lasciare al suo acerrimo nemico Berlusconi il record di durata a Palazzo Chigi e, per quanto possa apparire infantile, questo è un aspetto non secondario che rientra nel profilo psicologico del premier.

Paradossalmente o forse no, dopo l’addio di Mastella alla maggioranza (un abbandono motivato anche dalla sua opposizione a riforme elettorali come quella proposta da Veltroni, che cancellerebbe il suo Udeur dal quadro partitocratico), sembra addirittura che l’alleanza di questo governo si sia ricompattata, unita dal terrore di dover affrontare il giudizio implacabile che l’attende nelle urne elettorali.

22 Gennaio 2008 - Pubblicato da Admin | Uncategorized | , , , , | 9 Commenti

9 Commenti »

  1. La questione è che la sfiducia delle camere è inevitabilmente la via normale attraverso la quale deve cadere un governo.
    Ma da questa opposizione di eunichi sento tante parole al vento e ogni volta che c’è la possibilità di mandare a casa tutti e tornare alle urne il richiamo della poltrona è troppo forte, e anche questa volta vedrai che destra e sinistra faranno il possibile per durare i 6 mesi che mancano al raggiungimento del diritto alla pensione di parlamentari.

    Commento di pietro | 22 Gennaio 2008

  2. [...] – Tanto non cade – Intenzioni di voto – Mastellate – Fine della corsa? – Il Caudillo Prodi – Un premier autistico – A dispetto dei [...]

    Pingback di Kagliostro » Blog Archive » Prodianamente vaffancu..o! | 22 Gennaio 2008

  3. Si’ Pietro, ma non e’ assolutamente obbligatorio portare la crisi in Parlamento.
    Le crisi extraparlamentari sono previste e, vista l’attuale situazione, anche ampiamente giustificate.
    Da mesi il Parlamento boccia proposte dell’esecutivo e questo sarebbe un altro motivo per far dire a Prodi: vado al Quirinale!
    Ma l’uomo e’ talmente incapace di un gesto onesto verso gli Italiani che resta indifferente alla loro sfiducia acontentandosi della fiducia dei suoi accoliti di Montecitorio.

    Ciao!

    Perla

    Commento di Admin | 22 Gennaio 2008

  4. Ah, pero’ Kagliostro, che rassegna! -DD
    Ciao e grazie!

    Perla

    Commento di Admin | 22 Gennaio 2008

  5. Il problema è un altro, un opposizione che non ha nemmeno il coraggio di proporre una mozione di sfiducia e piange perchè Prodi non si dimette da solo fa veramente pena.
    Proprio per l’inettitudine dell’opposizione Prodi ha tutto l’interesse di pretendere il rispetto delle forme e della costituzione.
    Così può dire: “pensavate che io facevo schifo ma avete visto questi? non sono nenache capaci di mettersi daccordo per farmi cadere e credete che sarebbero in grado di governare l’Italia? Passerano altri 5 anni a litigare senza combinare niente”
    Il ricordo di come NON ha governato per 5 anni Berlusconi è ancora abbastanza vivo.

    Commento di pietro | 22 Gennaio 2008

  6. Pietro, sui fatti ti ho risposto, sulle opinioni non posso che lasciartele, le mie le conosci gia’, se mi leggi.

    Perla

    Commento di Admin | 22 Gennaio 2008

  7. Non ci vogliono far votare il referendum…
    22 gennaio 2008
    Ormai il Governo passa da una settimana difficile, come quella passata, ad una – come quella che stiamo vivendo – a dir poco terribile. Mastella ha lanciato il suo siluro. E con ogni probabilità affonderà Prodi venerdì sera, costringendolo a rimettere il mandato nelle mani del Presidente Napolitano.

    Tra le ragioni del siluro c’è di sicuro, forse prevalentemente, l’idea di far slittare il nostro referendum (in caso di scioglimento anticipato di almeno una delle Camere, il referendum slitta automaticamente di 365 giorni a partire dalla data delle elezioni, ndr). Se questo fosse approvato, verrebbe infatti azzerata la presenza parlamentare dell’UDEUR in quanto tale, così come quella degli altri partiti(ni) che tengono oggi in ostaggio l’iniziativa governativa con la collaudata tecnica dei veti incrociati.

    C’è quindi chi si sta già battendo – ancor prima della caduta del Governo – per andare ad elezioni anticipate con l’attuale Porcellum, con buona pace del referendum (che slitterebbe di un anno, in attesa di essere nel frattempo definitivamente affossato con l’approvazione di un Porcellum 2, la vendetta…).

    Ma è anche possibile che il referendum rappresenti invece una soluzione di mediazione tra le opposte richieste che, nel caso di una crisi, sarebbero avanzate al Capo dello Stato. Perché infatti non immaginare che la consultazione popolare possa aver comunque luogo il prossimo 20 aprile lasciando spazio ad eventuali elezioni anticipate da tenersi prima dell’estate? In questo scenario i cittadini non si sentirebbero “scippati” di una loro ormai legittima aspettativa e soprattutto sarebbero loro a decidere se andare alle prossime elezioni politiche con un Porcellum “cotto alla referendaria” ovvero così come mamma (?) l’ha fatto.

    È certo però che se questo ragionamento fosse giudicato troppo ardito, non ci resterebbe che mobilitarci tutti – con tam-tam, catene di Sant’Antonio, segnali di fumo, etc. – e gridare a gran voce: “Non ci vogliono far votare il referendum…”.

    PS Per essere comunque preparati a questa ultima eventualità, vi chiediamo intanto di essere dei nostri e cominciare a fare queste semplici 3 cose:
    1. lasciare un commento a questo post diffondendone quanto più possibile il contenuto;
    2. copiare ovunque l’immagine “Adesso Sì” e lo sticker qui accanto, inviando poi all’indirizzo adessosi@gmail.com commenti, foto e video pubblicabili sulla nostra campagna “Adesso Sì” (avete presente il tormentone di “Italia1”? ecco, deve essere lo stesso per “Adesso Sì”);
    3. partecipare alle altre iniziative che a breve lanceremo sul nostro sito http://www.referendumelettorale.org e su questo blog.
    Ancora grazie…

    Commento di dott. Silk Epil | 23 Gennaio 2008

  8. Sappiamo molte meno cose, probabilmente.

    Commento di il calzolaio | 23 Gennaio 2008

  9. Ciao Perla, considerato non solo il fattore “C” ma anche il fattore “M” e i fattori di tutte le altre lettere dell’alfabeto che danno a Prodi di fatto l’onnipotenza, non ci credo nemmeno se lo vedo che cade. E poi se proprio proprio dovesse la caduta potrebbe anche durare pochi istanti.

    Commento di Scarthorse | 23 Gennaio 2008


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