Perla Scandinava

"Non ci sono cattivi inverni ma solo cattivi vestiti"

Lo chiamavano Marini-Moreno

Fra tutte le maschere che si affacciano dal pulpito della vecchia e peggiore politica politicante quella di Franco Marini ne rappresenta l’espressione più classica.

La sua brillante carriera nel sindacato basterebbe per considerarlo uomo da apparato e di regime fin dal più profondo del suo essere. Notoriamente dotato dell’astuzia tipica del dirigente sindacale, custode della conservazione dei privilegi di casta, dello status quo contrattuale, della concertazione, dei bilanci miliardari protetti dal segreto e indisponibili al fisco, delle partecipazioni azionarie nell’UNIPOL insieme a Cgil e Uil e via via elencando, egli si è sempre speso anche nel sostegno politico di quei ex Dc di sinistra, confluiti nel PPI, come Gerardo Bianco e Rosi Bindi.

Da presidente del Senato aveva esordito subito come partigiano dell’Unione, votando, nonostante la prassi contraria, la fiducia al governo Prodi.

E’ grazie agli espedienti regolamentari, spesso smaccatamente utilizzati per disarmare l’opposizione, che Franco Marini ha consentito la interminabile agonia dell’ex governo di centrosinistra, meritandosi il soprannome di Marini-Moreno affibbiatogli dai Senatori di minoranza, a sottolineare l’arbitraggio scorretto che lo ha caratterizzato durante la gran parte della sua presidenza.

Eppure, malgrado questo passato e questo presente, egli oggi ha ricevuto l’incarico di esplorare il vuoto creato dalla sua stessa parte politica, nell’esclusivo tentativo di piegare l’opposizione verso la rinuncia al voto in aprile.

C’è da augurarsi che l’ennesima ostentazione di arroganza e di sordità del Palazzo si concluda nell’arco di poche ore e la si smetta di insultare l’intelligenza dei cittadini, disgustati da mesi di balletti e di giochi estenuanti intorno alle poltrone del potere.

Nota a margine: salutiamo l’immancabile intervento del commissario europeo socialista Almunia, che mai si sottrae alla missione che sente doverosa e impellente, quella di scendere in campo ogni volta che i compagni italiani sono in difficoltà, contraddicendo, se occorre, giudizi espressi in momenti non pericolosi per la sinistra.

Da quando è commissario costui è ripetutamente entrato a gamba tesa nelle crisi e nelle elezioni politiche italiane e ogniqualvolta non ha potuto parlare bene di Prodi si è espresso ineffabilmente contro l’operato di Berlusconi.

31 Gennaio 2008 - Pubblicato da Admin | Uncategorized | , , , , , , | 4 Commenti

4 Commenti

  1. Possiamo scriverne, possiamo chiamare a conferma che quel che asseriamo è vero ma poiché vero non hai diritto di dire, in quanto dimostri di essere un rivoluzionario e di voler sovvertire l’ordine costituito e la “pace sottintesa” tra potere ufficiale (politica, economia, polizia, carabinieri) ed il potere criminale (politica, economia, polizia, carabinieri e mafiosi di varia estrazione).
    Come vedi questi ultimi sono piu’ numerosi e piu’ potenti.
    Personalmente, ufficialmente e legalmente, io sono un “rifugiato politico italiano”. Il primo dopo la fine della seconda guerra mondiale.
    Questa condizione è totalmente indifferente ai piu’ e chi se ne interessa, per curiosità, gira alla larga, semplicemente per PAURA.
    Ecco l’Italia ed ecco i mafiosi che tu segnali. Essi sono poiché nessuno ha il coraggio di chiamarli con il loro nome, assieme ai loro complici ed amici.
    Se vuoi divertiti con queste mie poche righe. Potrai vomitarti addosso.
    Alessandro
    elefteria1776@yahoo.ca

    In tempi di menzogna universale, dire la verità diventa un atto rivoluzionario. (George Orwell)

    Alessandro Vanno de’ Vanni

    Ginevra, 17 giugno 2007

    Petizione diretta al Parlamento Europeo

    Io sottoscritto Alessandro Vanno de’ Vanni di Roccabianca, cittadino italiano, nato a Roma il 17 dicembre 1941 e residente in Svizzera, Ginevra, sin dal 15 marzo dell’anno 2000, nella mia qualità di

    Rifugiato Politico italiano protetto dalle Nazioni Unite

    sottopongo al Parlamento Europeo per il tramite del suo Presidente Hans-Gert Pöttinger, la presente petizione, seguendo i dettami indicati dalla stessa Unione Europea e che chiedo sia resa di pubblico dominio, oltre ad essere trasmessa a tutti i signori parlamentari, nelle loro lingue nazionali ovvero nelle lingue ufficiali della U.E., presenti nel Parlamento Europeo.

    Preciso meglio il mio status, poiché la mia attuale condizione non è corrispondente al diritto internazionale, previsto dalle Convenzioni delle Nazioni Unite e della Unione Europea. Infatti, nella realtà oggettiva il mio status è da equipararsi a quello di prigioniero nella Confederazione Elvetica, poiché da questa sono stato privato, sin dal mio arrivo ovvero da ben sette anni, di ogni identita, di ogni documento personale, del passaporto e della carta d’identità. La Svizzera, in documenti ufficiali, dichiara che la mia nazionalità è “sconosciuta” ed il luogo della mia nascita è “ignoto” .

    La Svizzera, impedendomi ogni movimento, ogni libertà, spogliandomi di ogni diritto sociale ed umano, tenendomi sotto il piu’ stretto controllo da parte della polizia e dei suoi servizi d’intelligence, nonostante sia sposato con una cittadina degli Stati Uniti d’America nonché cittadina Elvetica e quindi con diritti nazionali da me automaticamente acquisibili, con ogni probabilità intende favorire il Governo ed i Servizi Segreti della vicina Italia al fine di occultare le dirette ed incontrovertibili complicità e responsabilità dell’Arma

    Commento di vannodevanni | 1 Febbraio 2008

  2. beh da quel cadavere rosso di napolitano di 200milioni di anni cosa potevi aspettarti??

    Commento di arwen_h | 1 Febbraio 2008

  3. Adesso dicono che Napolitano l’ha nominato solo per dimostrare che non si possono evitare le elezioni…Mah!
    Comunque bel ritrattino di Marini…come al solito ho imparato qualcosa!
    Ciaoooo! :-D
    Lontana

    Commento di Lontana | 1 Febbraio 2008

  4. Ben detto, Perla
    Veramente ben detto.
    E salutiamo anche il puntualissimo compagno Almunia.
    Un saluto

    Commento di Fort | 1 Febbraio 2008


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