Le nostre preziose lacrime
”Noi vi sconfiggeremo perché voi amate la vita quanto noi amiamo la morte.”; con queste parole minacciose, da anni, scrive anche Glucksmann, l’esercito senza volto dei fondamentalisti islamici ha lanciato la sua sfida mortale all’occidente.
E’ in forza di questo loro amore per la morte che i terroristi conquisteranno il mondo? Di certo nessuno è più violento e crudele di chi fa del proprio corpo un’arma micidiale che ucciderà per prima lui, coinvolgendo nella sua orrenda fine chiunque, perfino i bambini.
E’ vero, noi occidentali pensiamo con crescente angoscia l’aldilà e il nostro attaccamento alla vita ci rende sempre più spaventati financo di fronte ai pur piccoli segni dell’età.
Sempre meno sono le donne e gli uomini che sentono il dovere di mettere a rischio la propria esistenza in nome di un ideale, di una patria o di qualunque altro impeto altruista.
La terra non è madre, meglio non affezionarsi troppo
giulia
Il conservatorismo ambientalista, costantemente mosso dall’infantile paura dei cambiamenti dell’ecosistema, dovrebbe interrogarsi sulla fallacità delle proprie previsioni e sull’inutilità dei conseguenti interventi finalizzati a bloccare la vita in costante evoluzione del pianeta terra.
L’intera umanità sta ballando sul ponte del Titanic, un ponte formatosi in qualche miliardo di anni e che fra qualche era finirà inghiottito da un buco nero, seguendo il destino di altri miliardi di corpi celesti.
Sotto il sottile “ponte”, su cui balliamo da relativamente pochissimo tempo,
si agitano energie dirompenti e ingovernabili.
La nostra madre terra è un organismo vivo, pulsante, formato di tante zattere galleggianti sopra fuoco, gas e lave incandescenti che si agitano incessantemente, provocando movimenti in superficie, causando modificazioni dell’aspetto fisico della crosta terrestre, terremoti, eruzioni vulcaniche, tsunami, inondazioni e quant’altro.
Otto marzo, paese che vai…
“Per il futuro mi auguro di avere più preti donne perché il loro attuale numero è troppo basso.”. Ecco l’auspicio del nuovo vescovo di Bjørgvin (Norvegia) che ha espresso in questo modo la sua solidarietà alle donne nella loro giornata.
La pensiamo esattamente come lui
“Proviamo a riprendere fiato. Il conflitto fra i difensori del «diritto alla libertà di scelta» e i difensori della «sacralità della vita» è degenerato nel modo in cui sappiamo. La violenza dello scontro ha coinvolto le istituzioni al massimo livello e ha spaccato il Paese. Due partiti nemici (si badi: ho detto nemici, non avversari) si fronteggiano e nessuno sa come andrà a finire. Come sempre in questi casi, è scattato, nei due campi, l’ordine di mobilitazione generale, la militarizzazione delle coscienze è in corso, e la consegna, per le opposte schiere, è di non fare prigionieri. Eppure, nonostante la violenza del conflitto, e la polarizzazione che l’accompagna, non è così facile (come vorrebbe farci credere la propaganda dei due contrapposti partiti) spazzare via i dubbi che le persone di buon senso, quali che siano le loro convinzioni morali, devono per forza nutrire di fronte a una vicenda come quella di Eluana. Anche se non è detto che i protagonisti ne abbiano piena contezza, l’intrattabilità politica del tema trova una eco nei «trasversalismi » e in certe contorsioni che si manifestano in queste ore nell’arena pubblica.
Se il Presidente della Camera, Gianfranco Fini, sceglie di non seguire il leader dello schieramento cui appartiene, aprendo così una frattura difficilmente ricomponibile Continua a leggere…







