Perla Scandinava

"Non ci sono cattivi inverni ma solo cattivi vestiti"

Blog con dedica ad Anna Frank e Ayn Rand

Perchè si tratta di due grandi donne, due vite spezzate da due terrificanti inverni della nostra storia umana e disumana. Anna Frank credo che sia popolare nel nostro Paese anche tra i giovani d’oggi ma di certo lo é molto tra gli attuali cinquantenni. La sua vicenda di ragazzina ebrea vittima della follia nazista é stata letta persino sui i banchi di scuola e il film tratto dal suo diario viene ancora, se pur di rado, trasmesso in qualche televisione pubblica o privata. Nulla o quasi invece si sa di Ayn Rand, scampata alla morte fisica ma non a quella spirituale sotto il regime comunista sovietico. In periodi e in Paesi diversi Anna e Ayn sono state donne-adolescenti testimoni e vittime di due fanatismi ideologici che si sono macchiati dei più grandi crimini contro l’umanità. Ciò che ne fa, per me, un’unica figura luminosa é non aver permesso alla brutalità che le lambiva e minacciava di scalfire il loro “aristocratico” orgoglio e l’alto senso di inviolabilità della loro dignità.
Questi sentimenti hanno fatto sì che Anna rinascesse al mondo dopo essere morta in un lager e ad Ayn di rivivere negli USA dopo essere morta come russa. Nel leggere
“Il diario di Anna Frank” e “Noi vivi” (l’autobiografia di Ayn Rand) ho provato spesso il dolore lancinante da asfissia di chi viene perseguitato e segregato da una dittatura come fu quella nazista o come quella comunista ancora incredibilmente e tragicamentediffusa, nonostante tutto. Anna, con la sua famiglia, nella speranza della liberazione alleata vicina, fu costretta a nascondersi in un “retrocasa”.
Ayn fu costretta a nascondere il proprio cuore e le proprie idee anticomuniste, solo sorretta dalla speranza di fuggire dall’allora ribattezzata Pietroburgo. Queste due donne, aiutate unicamente dalla fiducia in se stesse, non cedettero mai alla disperazione. Di Anna Frank ci rimane uno straordinario diario e la sua storia emblematica di ebrea perseguitata dai nazisti, di Ayn Rand ci rimane molto di più e non stupisca se nel Paese del socialismo reale come é sempre stata l’Italia, dove i dissidenti del regime sovietico venivano tenuti alla larga dai media, non sia mai stato stampato un suo libro di
filosofia liberale. Solo “Noi vivi”, nonostante la semiclandestinità, fu stampato e rieditato parecchie volte. Ayn é vissuta fino all’82 e negli USA é stata conosciuta e apprezzata per le sue teorie sull’individualismo e l’oggettivismo, i suoi saggi sono sempre stati dei successi editoriali. Una donna, insomma da conoscere e da studiare. Per molti le sue idee potrebbero rappresentare uno shock e non c’é niente di meglio, a volte, come uno scossone per misurare lo stato della nostra salute di liberali. Ora mi chiedo: se Tocqueville é la città dei liberi perchè Ayn Rand che é stata la più diamantina donna anticomunista e liberale, non ne può divenire la perfetta “santa patrona” laica! O almeno le si intesti la piazza più grande con adiacente un enorme viale dedicato ad Anna Frank!

“È un gran miracolo che io non abbia rinunciato a tutte le mie speranze perché esse sembrano assurde e inattuabili. Le conservo ancora, nonostante tutto, perché continuo a credere nell’intima bontà dell’uomo. Mi è impossibile costruire tutto sulla base della morte, della miseria, della confusione. Vedo il mondo mutarsi lentamente in un deserto, odo sempre più forte il rombo l’avvicinarsi del rombo che ucciderà noi pure, partecipo al dolore di milioni di uomini, eppure, quando guardo il cielo, penso che tutto volgerà nuovamente al bene, che anche questa spietata durezza cesserà, che ritorneranno l’ordine, la pace e la serenità. Intanto debbo conservare intatti i miei ideali; verrà un tempo in cui forse saranno ancora attuabili.» – Anna Frank – “

Annunci

20 dicembre 2005 - Posted by | Uncategorized

28 commenti

  1. Nelle scuole il nome di Ayn Rand non viene mai citato e tuttavia i sinistri che controllano i collettivi studenteschi non spendono mezza parola in proposito.
    Basta urlare contro la Moratti usando come pretesto il darwinismo (che tra le altre cose è anticomunista pure quello).

    Commento di Jinzo | 20 dicembre 2005

  2. Carissima,
    stamattina non riuscivo a postare un commento da te, e lo faccio solo ora, in ritardo come sempre.
    Io non sapevo nulla di Ayn Rand e dovrò provvedere, ma trovo molto bello il tuo post che accomuna due donne perseguitate da regimi dittatoriali.
    É significativo il fatto che si sappia poco di Ayn Rand…., e Anna Frank resta un simbolo grandissimo per tutte noi.
    É un post pacificatore e provocatore al tempo stesso, da far riflettere.
    Ti abbraccio,

    Commento di Lontana | 21 dicembre 2005

  3. Ciao Jinzo! 
    Sembra un paradosso ma questa scuola é un capolavoro di marxismo-leninismo realizzato e completato appieno dalla sx italiana proprio dopo la caduta del regime comunista sovietico al quale guardava come un modello.

    Cara Lontana, é proprio così.
    Ho voluto riportare le parole toccanti di Anna piene di fiducia nell’uomo perchè, secondo me, queste scaturiscono dalle ragioni di una ragazza che prima di tutto credeva in se stessa.

    Buon Natale con le mie donne! )

    Perla

    Commento di Perla | 21 dicembre 2005

  4. Il diario di Anna Frank è stato uno dei primissimi libri letti nella mia vita. Il primo importante forse dopo il libro Cuore! Nostalgie… 😉
    Perla, sono tornato! Ovviamente sul blog nuovo…

    Ciao
    Francesco

    Commento di Starsailor | 21 dicembre 2005

  5. Ma ciao Stars! 🙂

    Anche a te é stata sequestrata la nostalgia di aver letto Ayn Rand insieme ad Anna Frand…la nostra cultura imperante a sx ha lavorato bene!

    Il tuo ritorno non l’ho ancora festeggiato solo perchè sono in ritardo con tutto ma sai che ero in ansia 🙂

    Grazie !
    Perla…

    Commento di Perla | 21 dicembre 2005

  6. E’ incredibile come una ragazzina potesse scrivere cose simili! semplicemente incredibile! 🙂

    Commento di Elena | 21 dicembre 2005

  7. Ciao Elena!
    Sì é straordinaria! Era al di sopra della media delle sue coetanee anche nella vita da libera.
    Un abbraccio natalizio 🙂

    Perla

    Commento di Perla | 21 dicembre 2005

  8. Il mio libro più bello e triste è quello coi disegni dei bambini ebrei segregati nei lager nazisti.

    Non ho letto Ayn Riand sono sicuro che ne vale la pena ma la letteratura moderna da Solgenitzyn in poi è piena di testimonianza dei gulag comunisti.
    Io stesso vorrei scrivere qualcosa perchè in Albania ho trovato molte testimonianze.

    Nella casa di Anna Frank ci sono stato e mi sono venuti i brividi a vedere le tacchette segnate dal padre sul muro man mano che i figli crescevano.
    Lo facevano anche i miei.

    Però la solita polemica anticomunismo-Italia- Moratti, etc. non la cpaisco proprio.

    Ciao Perla
    zAGAZIG

    Commento di Anonymous | 21 dicembre 2005

  9. Il diario di Anna Frank è ancora letto nelle scuole perchè è funzionale alla giusta condanna del nazismo.
    Il libro di Ayn Rand non può avere stessa sorte perchè condanna senza se e senza ma il comunismo, che fu si dittatura ma in occidente fu simbolo di libertà, come continuano ancora a sostenere nel 2005 i nostri riformatori pseudo-liberali.
    Va forte invece un’altro diario, quello della motocicletta del mitico Che Guevara, quello lo trovi tra i libri consigliati..
    Visto l’indottrinamento c’è da stupirsi come tanti usino la propria testa per pensare e non si sognino di votare Prodi, per fortuna.
    Un saluto

    Commento di zanzara | 21 dicembre 2005

  10. Ciao Zag -)
    Anch’io sono cresciuta con negli occhi le immagini degli orrori nazi-fascisti.
    Ma sono pure divenuta adulta, (anche tu, vero?) e ho scoperto che nessuno mi aveva mai mostrato le stesse orribili immagini sui bambini ucraini divorati dalla fame e dagli uomini affamati come loro per ordine dei soviet.
    O quelle delle torture e delle fucilazioni nei gulag.
    Zag carissimo. Tu parli di solzhenitsin come se si trattasse di un best sellers giunto in Italia come un eroe e propagandato ovunque.
    Non é così. Per anni i libri suoi e di altri dissidenti sono stati sconsigliati perchè scritti da reazionari fascisti.

    Pochi anni fa uscì “Il libro nero del comunismo” e fu trattato alla stregua di un vaneggiante libro filo berlusconiano.
    Nulla o poco si sa ancora delle tragedie che tutte le dittature comuniste hanno in passato e nel presente causato e causano all’umanità.

    Cara Zanzara, sì, anche questo intendevo dire.-)
    Grazie.

    Perla

    Commento di Perla | 21 dicembre 2005

  11. A proposito di nazismo, sono stata a Dachau e Auswitz e l’orrore di ciò che è successo è ancora forte, ti lascia sgomento, dicono che i luoghi assorbono traccia di ciò che vi è accaduto, e credo sia vero..
    Non credo che i luoghi della ferocia comunista siano da meno.
    Arcipelago gulag di Solzhenitsin è una testimonianza altrettanto impressionante.
    La fattoria degli animali di Orwel non è mai entrata nei cataloghi degli editori di sinistra per il messaggio critico contro il regime che conteneva.
    Si tende a rimuovere e sopire solo da una parte.

    Commento di zanzara | 21 dicembre 2005

  12. Per scendere nei dettagli, soprattutto per cio’ che attiene alla Rand, l’ “oggettivismo” e l’individualismo non salveranno l’occidente dalla crisi attuale. Se non si trovera’ un trait d’union tra individualismo e societa’ intesa come cultura non si arrivera’ al prossimo secolo. Dalle ideologie del passato si deve imparare che quando non si riesce a coniugare l’individuo con la societa’ complessa nella quale questo e’ immerso si e’ costretti a passare da un estremo all’altro, e quindi dall’individualismo piu’ sfrenato al mito collettivista. Ora non c’e’ piu’ bisogno di “individuo”: ce n’e’ fin troppo; e’ impellente il “comune sentire” che solo l’educazione puo’ dare. Se l’educazione e’ stata il principale strumento della diffusione della lotta interna alla societa’, ci si deve attendere che l’ “identita colettiva” verra’ imposta dall’alto. Non basta la memoria storica, ci vuole anche quella cosa che si disprezza tanto perche’ scritta sul cancello di Auschwitz: “Arbeit macht frei”. L’osservarsi l’ombelico ed il disquisire del proprio futuro quasi fossimo cavie da laboratorio non allontanera’ d’un pelo la fine dell’occidente. Ci vogliono i fatti, e percio’ ci vuole coesione: un sentirsi “popolo” e non “classe”, “sesso”, “religione”.Piu’ si allontanano queste esigenze per paura del passato, e piu’ queste ritornano piu’ forti di prima. E’ l’equilibrio tra queste due dimensioni, che manca: si preferisce oscillare tra l’una e l’altra piuttosto che trovare la sintesi.

    Commento di Lo PseudoSauro | 21 dicembre 2005

  13. Caro Sauro, sono sempre ammirata dal tuo modo impegnativo di affrontare le questioni.
    Io ho letto attentamente ciò che hai scritto e sarei concorde anche sul lavoro che ci rende liberi, sempre se ci intendiamo e non ricadiamo sul significato che la parola ha rappresentato nelle società socialiste e che segna pesantemente anche la nostra costituzione.
    Se per lavoro intendiamo il contrario dello stare ad osservare il nostro ombelico sperando che tutto ci arrivi per grazia divina, sono d’accordo con te.
    Quello che non mi sento di affermare però è che noi abbiamo conosciuto una società individualista.
    Credo che aldi là di certi atteggiamenti di piccoli settori della nostra civiltà, tutta la nostra vita é organizzata in modo socialista.
    Dai contratti collettivi di lavoro, alla scuola coi suoi mille momenti assembleari e voluti dai gruppi organizzati degli studenti, dei genitori, degli insegnanti; al volontariato sociale, al cooperativismo, ecc…
    Insomma a me pare che dovremo discuterne ancora a lungo di ciò che s’intende per coesione o per individualismo.

    Ciao! -))

    Perla

    Commento di Perla | 21 dicembre 2005

  14. Ciao Zanzara, se anche pubblicassero mille volte di più i libri che sono stati pubblicati fin ora sui crimini comunisti senza però tutto il corredo di immagini, testimonianze dei sopravvissuti, filmati d’epoca con i morti, gli internati e i torturati, il tutto mentre sfila l’armata rossa e i grandi leader gridano e incitano il popolo nella piazza (anche quella rossa), bè non avremmo mai contezza di nulla.
    Ma che lo dico a fare a una che queste cose le sa meglio di me.
    Ciao! 

    Perla

    Commento di Perla | 21 dicembre 2005

  15. Perla: si’ e no. C’e’ un modello socialista imperante, ma ancora nella fase aggressiva. Cioe’ nella fase di distruzione, attraverso l’atomizzazione, della societa’ preesistente. L’obiettivo dell’uguaglianza assoluta non e’, fortunatamente, ancora una realta’, anche se in fase piuttosto avanzata. E l’individualismo si presta molto a questo scopo. La sistematica rimozione di simboli e valori, non mi pare il frutto del caso o di una deriva culturale. L’individualismo e’ l’arma principale del nuovo socialismo trasformista, ed il liberalesimo, ammesso che esista ancora, pare preoccuparsi solo dell’aspetto economico-finanziario a discapito dell’Uomo. Estendi la liberta’ oltre ogni limite e realizzi l’anarchia; rimuovi i valori preesistenti e realizzi il vuoto culturale; cioe’ la condizione migliore per sostituire una civilta’ con un’altra.

    La mia citazione di prima, va intesa nell’accezione letterale.
    La liberta’ si conquista e si conserva con l’attivita’ quotidiana. Non e’ una cosa che piove dal cielo e che si conserva per virtu’ propria.

    Se non si trova il modo di inserire la liberta’ individuale in un qualunque contesto civile, muore la liberta’ e muore l’uomo; e questo perche’ l’uomo non e’ completamente indipendente dall’ ambiente, e senza una comunita’ affine e’ perduto.

    Grazie per avermi dato l’opportunita’ di parlarne.

    Commento di Lo PseudoSauro | 22 dicembre 2005

  16. Ciao PErla : vengo non solo a ricambiare gli auguri di NAtale, ma a mettere la firmaper perorare la causa di Ayn Rand di cui davvero non si sente mai parlare!

    Anna Frank invece chi non la conosce ?
    Però vedrai che fra un po’ i collettivi studenteschi silureranno pure lei.
    Noto una certa tendenza alla fusione tra nazismo e comunismo, insomma un ritorno alle origini!
    Speriamo bene, ma soprattutto diamoci da fare perché non solo venga studiata Ayn Rand, ma non venga “internata” una seconda volta pure Anna Frank.

    Ciao

    (ci ho ripensato, gli auguri ce li facciamo il 24 o il 25 come da tradizione che i comunisti vogliono togliere!)

    Commento di Kagliostro | 22 dicembre 2005

  17. Buongiorno Sauro, vorrei innanzitutto premettere che io non sono randianocentrica, nel senso che non penso che le tesi di Rand siano necessariamente il punto d’arrivo di un processo sociale e culturale ma sono fermamente convinta che l’oggettivismo e l’individualismo siano una fondamentale base di studio dalla quale un liberale non può assolutamente prescindere.
    C’é un che di scandaloso nelle filosofie di Ayn Rand che avrebbe un effetto terapeutico contro il buonismo egalitario imperante, il relativismo culturale e tutti quegli ismi derivati dai residui che l’evaporazione del comunismo sovietico ha lasciato diffusamente in ogni settore di questa società filo-comunista..
    Secondo me fraternitè ed egalitè non si sono mai conciliate con libertè invece sono entrate nel comune sentire, giustificando tutti quegli atti di resa culturale, religiosa e di genere che anche tu disapprovi.
    L’individuo viene prima di ogni forma organizzata ma solo se si sarà conquistato il rispetto di sè potrà vivere in armonia nella “comunità affine” di cui ha necessità vitale.
    Caro Sauro, a me sembra che diciamo un pò le stesse cose partendo da esperienze diverse.
    ……

    Ciao! -)))

    Perla

    Commento di Perla | 22 dicembre 2005

  18. Grazie Kagliostro -))

    Ayn Rand non può essere lasciata ancora a lungo nell’anonimato.
    E’ una martire del comunismo e una straordinaria miniera di idee delle quali fare tesoro.

    Finchè Anna Frank sarà strumentale alla sx in funzione anti dx verrà ancora studiata ma in questo modo tutto il suo messaggio continuerà a venire dolosamente frainteso.
    Io continuo a concentrarmi sul socialismo reale che ci condiziona, caro Francesco e spero che il tuo osservatorio sui rigurgiti nazisti sia in errore.

    Al 24, allora!
    Perla

    Commento di Perla | 22 dicembre 2005

  19. Perla ma che domande mi fai?…sono cresciuto?…:-)..alcune parti si.

    Zag

    Commento di Anonymous | 22 dicembre 2005

  20. Buongiorno Zag -))
    Ti sei svegliato di buonumore, vedo 😀

    Perla

    Commento di Perla | 22 dicembre 2005

  21. Perla: io credo invece che partiamo entrambi dagli stessi presupposti, mentre giungiamo a conclusioni diverse, anche se conciliabili. Hai fatto bene a ricordare i cardini della Rivoluzione Francese, ma va rilevato che egalite’ e fraternite’ possono tranquillamente esistere senza liberte’. E credo che anche su questo potremmo dirci d’accordo. Il punto e’ quale significato attribuire al termine Uguaglianza. L’U giuridica o quella di Marx livellatrice dell’individualita’? E poi: la Fratellanza in cosa? Nella pacifica convivenza comune o nella lotta contro una parte della societa’ stessa? Infine: la Liberta’ senza Fratellanza diviene licenza. Nell’8° libro di Repubblica, Platone ne parla gia’ fin troppo chiaramente. Ogni analisi del passato da per scontata l’esistenza del “comune sentire”, tanto da potersi concentrare sulle prerogative dell’individuo; ma l’entita’ fumosa che va sotto il nome di identita’ collettiva, ormai, non c’e’ piu’. L’individualismo innestato sul nulla e’ gia’ un’altra cosa e non porta alla liberta’, ma porta altrove. Si tratta del “nefas”, o nichilismo realizzato. Il “diritto” dell’individuo a soddisfare ogni suo desiderio prescindendo dalla Natura, dalla Tradizione, e dunque dalla cultura di provenienza, finisce per deprezzare la liberta’ intesa come “merce”; al punto che si torna a preferire un’uguaglianza ed una fratellanza qualsiasi, ovvero senza liberta’. Se da una parte c’e’ una tendenza culturale che spinge verso l’uniformita’, dall’altra vi e’ una tendenza all’atomizzazione. E non si tratta di due moti destinati ad annullarsi a vicenda, ma a sommarsi e produrre un vuoto che verra’ riempito dalla prima civilta’ che passa: qualunque essa sia. Il caso della societa’ occidentale e’ precisamente quello della decadenza: se ne vedono tutti i segnali, ma nessuno vuole, o puo’, fare qualcosa per arrestarla.

    Commento di Lo PseudoSauro | 22 dicembre 2005

  22. IO confuso miseramente in tutti quei link! :-PPPPP

    ciao!!!

    Commento di watergate2000 | 22 dicembre 2005

  23. Buonasera Sauro!

    Io ho molta più fiducia di te nell’uomo come singolo, vero?
    Certo che individualismo si coniuga con responsabilità, oltre che con senso profondo di rispetto della propria e dell’altrui libertà.
    In assenza di queste qualità si va verso lo scenario che descrivi ma che io vedo in un’altra prospettiva.

    Perla

    Commento di Perla | 22 dicembre 2005

  24. Ciao Wat ;-D :-)))

    Non ti credevo così vendicativo :-PPPPPPP

    Commento di Perla | 22 dicembre 2005

  25. Ciao Perlina, vado di fretta e non posso partecipare a questa conversazione. Buon NATALE E FELICE 2006! Ci sentiamo dopo il 7 gennaio.

    Commento di Nessie | 23 dicembre 2005

  26. In ritardissimo!

    Buone vacanze di Natale, Nessie!

    Perla

    Commento di Perla | 23 dicembre 2005

  27. Cara Perla un saluto e gli auguri di buone feste.

    Io rimarrò in circolazione per cause di forza maggiore e scriverò lo stesso..esercizio stimolante e poi detesto le feste dove tutti devono essere più buoni per contratto, e il perentado assortito a cui dar retta…sono un bastian contrario..

    Commento di zanzara | 23 dicembre 2005

  28. Ciao Zanzarina!

    Evviva i bastian contrari!

    Io sono già dove molti vacanzieri sognano di essere e davvero la mia é una perenne vacanza.

    Auguri affettuosi e ammirati!

    Perla

    Commento di Perla | 23 dicembre 2005


Sorry, the comment form is closed at this time.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: