Perla Scandinava

"Non ci sono cattivi inverni ma solo cattivi vestiti"

Pannella chiagni e fotti

Provate ad immaginare che dei questuanti bussino insistentemente alla vostra porta e che voi non li vogliate far entrare a causa della loro cattiva fama. Immaginate che i disperati non desistano e battano i pugni contro i vetri, strepitino e vi ricattino, minacciando persino il suicidio per fame.

Per giorni e per notti quel gran baccano tiene la vostra casa sotto assedio e, per i passanti e i vicini, state rischiando di apparire dei crudeli di cuore e e insensibili ai diritti urlati dagli assedianti. Decidete quindi di porre fine a quella baraonda, fate entrare i mendici e offrite loro più di quanto basta alla loro sopravvivenza.

Però, appena messo piede nella vostra cucina, il vecchio e i suoi figli riprendono a strepitare e le loro pretese si fanno sempre più esose e voi, che al massimo avreste fatto entrare l’unica figlia decente del “vecchio volpone” (definizione di Goffredo Bettini), nonostante i no dei vostri familiari, stremati sottoscrivete un patto che salva dalla definitiva estinzione i poveri accattoni.

Concedete denaro, spazi di visibilità mediatica, sostegni vari e la sistemazione per cinque anni di ben nove dei figlioli disoccupati.

Credete che sia tutto concordato, credete pure nella parola data dal gruppetto di non attentare all’equilibrio domestico da voi raggiunto con tanto sudore e vi apprestate alla partenza sul vostro pullman.

E invece no! Venite richiamati indietro: i vostri assistiti sono in preda a violente crisi di nervi!

Qualcuno ha dedotto che i posti riservati ai sei deputati e ai tre senatori non sono tutti sicuri e forse due o tre non vedranno confermata la loro poltrona. Casa vostra è in subbuglio, nessuno riesce a calmare il capo della strana famiglia che, oltre a non rassegnarsi (nonostante i patti firmati) a dover dividere le stanze con gli altri titolari dell’abitazione visto che a un certo Di Pietro voi avevate concesso una dependance tutta sua, grida che siete dei disonesti che “non rispettano la parola data”!

Voi le provate tutte per rassicurarlo ma l’uomo, che battezzeremo Marco, non sente ragioni; si richiama al Mahatma Gandhi, si collega al Dalai Lama, investe della grave denuncia i suoi fedeli impiegati alle Nazioni Unite, indìce un satyaghra mondiale, un azione di non violenza con ostensione in video del suo corpo consunto dallo sciopero della fame.

Un sacrificio gandhiano affinché prevalga l’imperituro monito: mai più i popoli della terra dovranno soffrire l’odioso atto di violenza criminosa insito nel mancato rispetto della parola data!!!

E così siete costretti a subirlo mentre, incurante del ridicolo, interviene ad ogni ora del giorno e della notte a Radio Radicale con logorroici monologhi e ancor più alluvionali conversazioni col fido direttore, instancabile vi seppellisce sotto quintali di tesi, di analisi, di autocitazioni, autocelebrazioni, il tutto finalizzato a provare che siete dei vermi!

Voi maledite il giorno che l’avete incontrato e cercate di sapere quanti voti vi sta facendo perdere; i vostri sondaggisti lo davano allo 0,6% (trecentomila voti) ma la sua fame di visibilità sta erodendo anche quei pochi consensi.

Come previsto, tra digiuni e accuse feroci, giunge il risultato elettorale e…Incredibile! Voi avete perso miseramente parte dei vosti migliori compagni ma il tignoso imbucato si è portato a casa gli eletti che gli avevate promesso!

Vi aspettavate un grazie, anche piccolo, macché, tanto gli dovevate e nulla vi meritate.

Anzi, visto che permetterete a quel Di Pietro dell’Italia dei valori rapinati di guadagnare ancora più soldi con un gruppo staccato dal vostro partito, anche la truppa di Marco si sta godendo il momento in cui, alla faccia della parola data a voi, si recinterà il suo bel orticello fiorito di euro, sia al Senato che alla Camera.

In fondo l’art. 67 della Costituzione glielo fa credere possibile e il regolamento dei gruppi parlamentari è ancora generoso coi traditori!

Aggiornamento del 1° maggio:

La riforma dei gruppi è nell’aria, meglio chiamarsi “delegazione” e poter abusare degli identici privilegi.

Perla

30 aprile 2008 - Posted by | Uncategorized | , , ,

3 commenti

  1. Eh, ma prima o poi arriverà il redde rationem sia per Pannellone che per Di Pietro.
    Ci so’ 5 anni tutti da gustarsi in cui PD e PDL avranno ENORMI motivi per rompere il DERETANO di questi parassiti!
    Ciao Perlaaaaa!!

    Commento di Kagliostro | 30 aprile 2008

  2. Pannella é la spina nel fianco di chiunque e direi che porta una sfiga pazzesca a chi se lo piglia!
    Ma a noi cittadini, chi ci rifonde di tutto il denaro sprecato anche in questo modo?
    Bacioni, 🙂
    Lontana

    Commento di Lontana | 1 maggio 2008

  3. C’è una certa supponenza nei pannelliani. quella di rappresentare una storia ed una politica sempre più necessaria per l’Italia ed il mondo. Io non ne sono convinto. Le istanze che oggi continuano ad imporre alle vittime di turno (ieri Forza Italia, oggi il Pd) possono essere interpretate da altri, senza piagnistei e ricattucci banali.
    Alla fin fine sono un gruppo minoritario, e che gode di smisurata immagine mediatica, che cerca di perpetuare e salvare se stesso. Sono succubi di se stessi e del pannellismo declinante. Ma perchè non fanno più politica? Non rischiano più di proprio?
    fg

    Commento di Admin | 1 maggio 2008


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