Perla Scandinava

"Non ci sono cattivi inverni ma solo cattivi vestiti"

Meglio discriminati che clandestini

Sarà stato anche un fatto straordinario ed isolato ma il tentativo di rapimento di una neonata da parte di una ragazzina Rom a Napoli ha riacceso la vulgata che gli zingari rubano i bambini. Leggenda o verità questo episodio avviene in un momento in cui ci pare necessario ridefinire con chiarezza le regole e le sanzioni perché immigrati e nomadi possano vivere e quindi convivere nel nostro Paese.

Siamo convinti che essere zingari non è una condizione umana delle più felici. Una cultura totalmente riversa su se stessa, incapace di evolversi moralmente e dilaniata dalla modernità condanna migliaia di giovani, bambini, donne e uomini ad una condizione di servaggio sociale. Pochi capoclan dettano regole e comportamenti a cui i più devono assoggettarsi pena l’esclusione dal gruppo e la perdita di quei legami che ancora li definiscono.

E’ così, e non c’è niente da fare nonostante le ingenti risorse che i Comuni investono per l’integrazione dei Rom, al punto da far dire ad un magistrato piemontese che i clan rom hanno di fatto sostituito, in molte zone del Nord, nella pratica mafiosa quelli più tristemente noti delle varie mafie di casa nostra.

Dopo l’ubriacatura ormai ventennale delle politiche multiculturaliste, pauperiste e di indiscriminato ingresso ci auguriamo che si avviino subito misure chiare e discriminanti di politica dell’immigrazione.

Discriminanti in termini di legalità e diritti. Discriminanti in termini di accoglienza umana e dignità della persona. Discriminanti nella tutela della sicurezza di tutti e nella tutela dei diritti delle persone, dei cittadini italiani e degli immigrati veri, quel consistente mondo degli onesti che ci attornia silenzioso ed operoso.

Discriminanti verso coloro che delinquono o che non hanno motivo e risorse certe per permanere o vivere in Italia e che devono essere o rispediti a casa o limitati nella loro libertà a delinquere o a bighellonare.

Sono provvedimenti duri e ci si augura che abbiano almeno un riflesso di dissuasione sui futuri flussi migratori. Sono una triste necessità dopo anni di politiche immigratorie indiscriminate, farisaiche e viziate dall’ipocrisia del progressismo che vedeva e vede diritti di cittadinanza ovunque senza interrogarsi sulle conseguenze sociali e personali (per l’immigrato) della loro mera riproposizione ideologica.

Quale accoglienza o dignità si poteva assicurare a uomini invisibili alle possibilità propositive e positive del nostro vivere sociale, il lavoro, la scuola, la cultura, la convivenza e visibili solo alle questure e alle zone grigie della società italiana, a cominciare dalla delinquenza organizzata e dalla marginalità sociale?

Quale accoglienza e dignità umana si poteva dare a chi era condannato a restare ai margini, impossibilitato a trovare un qualsivoglia lavoro, una casa come qualcosa in più di un tugurio o una baracca, clandestino a vita e sostenuto da desideri e sogni clandestini anch’essi?

Eppure, insistendo solamente sui diritti di cittadinanza e di solidarietà la sinistra ed il suo mondo cattolico di riferimento hanno favorito se non indotto l’ingresso indiscriminato e senza speranze, costringendo anche chi aveva le intenzioni migliore ad adattarsi ad una clandestinità mediocremente assistita.

Oggi siamo al punto che lo Stato deve dichiarare o dentro nella regola che non transige o fuori con la forza e perchè sia a misura umana lo stare dentro e si buttino fuori tutti coloro che vogliono restare fuori dalla legalità, dalla cultura, dai valori positivi che pure la nostra Italia ancora propone e condivide.

ps, una piccola notazione personale tanto per chiarire meglio di tanti discorsi come ho maturato questa posizione: sono felicemente sposato da 15 anni ad una donna maldestramente definita extracomunitaria, ho figli che hanno doppia cittadinanza e non c’è bisogno di leggergli il certificato di nascita per comprenderlo, ho amici e conoscenti immigrati ed alcuni purtroppo in perenne stato di clandestinità. Ho fatto i conti, a volte drammatici altre volte ridicoli e paradossali, con tutte le leggi sull’immigrazione che lo Stato ci ha propinato, dalla Martelli, alla Turco-Napolitano fino alla Bossi-Fini. La mia esperienza mi dice che è ora di affrontare seriamente il problema.

fg

 

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12 maggio 2008 - Posted by | Uncategorized | , , , , , , ,

8 commenti

  1. ..extracomunitaria?..come la mia donna!..FG abiamo una cosa in comune…alla fine l’abbiamo trovata…:-)…

    Il provvedimento così come annunciato a occhio non ha vita lunga…vedremo.

    Ti faccio qualche domanda: come la mettiamo con i non pochi zingari di cittadinanza italiana?
    Ieri la tv diceva che i clandestini dovrebbero essere circa 650.000 abbiamo i soldi per metterli tutti su di un aereo?
    Che capacità e mezzi abbiamo per prevenire l’ingressodi altri clandestini o per evitare che gli stessi rientrino?
    Ti sembra buona l’idea secondo la quale si può entrare in Italia solo con un contratto di lavoro già pronto?

    Commento di ZAGAZIG | 12 maggio 2008

  2. @ Zig, la vita lunga di un provvedimento di legge si misura sulla sua efficacia. staremo a vedere.
    I cittadini italiani sono assoggettati alla legge al pari di te e me. Certezza della pena e prevenzione.
    La misura dei rimpatri obbligatori è innanzitutto dissuasiva. Ormai nelle centrali della tratta di esseri umani vi è la certezza di avere come solidi alleati i governi di sinistra e similrifondaroli. (Zapatero si è smarcato sparandogli addosso a Ceuta) e la vittoria di Prodi fu festeggiata dalle mafie di mezzo mondo.
    Segnali di inversione di rotta fanno cambiare rotte ai barconi. Quando arrivano sostegno umanitario ma regole ferree sulla permanenza.
    L’idea di avere già un lavoro o di rientrare in un flusso mi pare buona con il correttivo che chi è già da noi e un lavoro serio e legale lo trova ha diritto di rimanere. E ti assicuro che chi vuole un lavoro lo trova, ne vedo tanti e a qualcuno ho fatto anche da sponsor.

    Commento di Admin | 13 maggio 2008

  3. Fg io parlo di aspetti pratici non ideologici.
    Ci sono circa 650.000 clandestini che non saranno sanati.
    Gli diamo il foglio di via obbligatorio. Se ne vanno da soli? No.
    Allora diciamo che disponiamo l’accompagnamento coattivo.
    Accompagnamento coattivo significa due pubblici ufficiali a clandestino, straordinarii pagato per la o le giornate, e due pubblici ufficiali in meno impegnati sul territorio.
    Facciamo un calcolo semplice semplice.
    650.000 X 2= 1.300.000 pubblici ufficiali impegnati nell’arco di un X tempo.
    1.300.000 straordinari da pagare a questi ufficiali di P.G. o carabinieri.
    Quadi due milioni di biglietti aerei perchè dalla Svizzera non arrivano clandestini.

    Allora un altro dice..troppi soldi. Facciamo il reato di immigrazione clandestina.
    Dove li mettiamo 650.000 clandestini…in galera.
    Per fare un esempio la capienza di Regina Coeli è 1.004 detenuti, quella di Rebibbia 461 e via dicendo.
    Quindi dobbiamo costruire carceri per 650.000 persone. Inoltre dobbiamo immaginare l’investimento per la detenzione carceraria di queste persone.
    Personale penitenziario, cibo, struttura e via dicendo.

    Allora che famo?

    Commento di ZAGAZIG | 13 maggio 2008

  4. @ Zag, l’aspeto pratico è rilevante. Non credo si vogliano da un giorno all’altro espellere tutti i clandestini. si vuole avviare una pratica di legalità e di umanitarismo, quella che fino ad ora è mancata perchè la politica degli ingressi indiscriminati e dell’integrazionismo indifferente e avalutativo è disumana e colpisce innanzitutto i migranti per generare poi allarme sociale e xenofobia. Si espellono quelli che compiono dei reati e restano a piede libero per anni, quelli segnalati alle questure e che non hanno lavoro o reddito legale eppure girano in Bmw, e tutti coloro della stessa risma. Diciamo 20/25 mila all’anno? I più si accompagneranno alle frontiere di Shenghen, che per noi è quella con la croazia o si metteranno sui traghetti per l’Albania (pochi) o sugli autobus per la Romania (molti). Molti se ne andranno per non essere beccati, gli altri potranno finalmente godere di credibilità e non essere confusi con i criminali.
    fg

    Commento di Admin | 13 maggio 2008

  5. ahahhaha..20.25.000 l’anno?…i clandestini secondo le stime sono minimo 500.000….col ritmo che dici tu ci mettiamo 20 anni!!!
    L’idea è di cacciare chi è senza permesso di soggiorno. Se cacci i rumeni, che non sono extracomunitari, abbiamo contro tutta l’Europa. Sarebbe una deportazione di massa.
    Gli albanesi irregolari ormai sono una piccola parte. E’ finita quell”epoca FG.
    E tu pensi che alla frontiere Schengen te li prendono per farti un favore?..:-)…
    E la nave? Quanta gente ci metti sopra? E quanti ce ne vogliono delle forze dell’ordine per trasportarli senza che se la prendono loro la nave..:-)…

    Commento di ZAGAZIG | 13 maggio 2008

  6. @ Zig, fai dell’ironia acida senza capire, come un vauro qualsiasi. Io reputo realistico l’obiettivo di allontanare in vario modo 20mila clandestini all’anno. Molti se ne andranno da soli. Per gli altri, se volessero rimanere, auspico un percorso di integrazione e legalizzazione. Anzi ne sarei contento visto che qualche clandestino pure lo conosco e mi è amico. Alle frontiere di schengen se li devono riprendere per forza se sono passati di là, in parte già lo fanno, basta mandarceli. Così come basta mandare in galera chi delinque.

    Commento di Admin | 14 maggio 2008

  7. ironia acida?
    FG tu dici cose che non hanno riscontro nella realtà. Informatu un pò invece di attaccare sul personale.
    Il 20% dei clandestini già si riesce ad espatriarlo normalmente lo ha detto ieri Scaloja in tv. Il quale ha aggiunto che è troppo poco. Ed è molto più di quei 20.000 che dici tu.

    Se vai al confine francese o austriaco con un clandestino e dici prendetevelo….mica se lo prendono!!!?’ ma che dici!!!?
    Mi spiace ma dici cose senza senso. Come questo mandare tou cour in galera chi delinque. Ma se hanno fatto un idnultoperchè le carceri non reggono più.

    Che sgnifica percorsod’integrazione e legalizzazione? Se viene isitituito il reato di clandestinità chi viene preso senza permesso di soggiorno non può esserenè legalizzato nè integrato.

    Il problema è che è facile parlare per principi…poi quando ti accorgi che la pratica è altro..cacci l’acidità, Vauro , etc.

    Commento di ZAGAZIG | 14 maggio 2008

  8. @ zag, questo dialoghetto a distanza sta diventando inutile. Io ho motivi fondati per dire che ventimila clandestini all’anno sono una cifra ragionevole di allontanamenti. Tu conosci malamente le procedure di espatrio e fai dell’ironia. Non si va al confine austriaco o francese con chiunque per il solo motivo che quei confini per quanto riguarda la libera circolazione delle persone non ci sono più. Con le autorità Slovene si mette fine all’ingresso illegale dalla Croazia e si accompagnano i cossovari che delinquono alla polizia croata. questo è prassi quotidiana ed io e te che ci stiamo ai lati geograficamente lo dovremo sapere.
    Mandare in galera chi delinque è innanzitutto comminare una condanna certa e senza sconti. poi ci sono le garanzie di legge e costituzionali, la detenzione alternativa e tutto quello che la legge prevede.
    Le forme per regolarizzare i clandestini che hanno buone e vere intenzioni ci sono tutte e già adesso vengono perseguite all’interno dei decreti sui flussi, informati.
    Ultimamente hai delle cadute di stile, zig da questo l’acidità. Noto con piacere che anche tu hai in orrore Vauro, abbandona allora il vaurismo.

    Commento di Admin | 14 maggio 2008


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