Perla Scandinava

"Non ci sono cattivi inverni ma solo cattivi vestiti"

Se Ferrero avesse ragione

Spinetta, il responsabile di Air France-Klm, aveva visto lungo e si era tolto d’impaccio, levando le tende ben prima che le trattative coi sindacati toccassero i punti di più alta criticità, quelli che sarebbero diventati insuperabili a causa dei ricatti dei piloti e assistenti di volo.

Dopo mesi di bracci di ferro tra confederali e governo, tra confederali e francesi, tra confederali e autonomi (il copione era lo stesso inscenato in questi giorni), il presidente del gruppo franco-olandese toglieva il disturbo.

C’erano già stati ricorsi al Tar, occupazioni della sede Alitalia, minacce incrociate e proposte con controproposte che però ancora non avevano lambito i privilegi del contratto dei piloti e degli assistenti di volo.

Spinetta, già disilluso, aveva preferito alzare i tacchi prima di trovarsi a lottare con dei fascinosi lavoratori che lo avrebbero accusato di macelleria sociale, di genocidio e, sotto l’egida del governo Prodi, di crimini contro l’umanità.

Appare chiaro che se a minacciare l’autonomia contrattuale dei comandanti, delle hostess e degli stewart pubblici ci fosse stata Air france, piuttosto che la Lufthansa o la Cai, poco o nulla sarebbe cambiato, vista l’imponderabilità dei sacrifici che una privatizzazione richiede, soprattutto a chi ha molto da perdere.

Parliamo di dipendenti pubblici che hanno dimostrato di non avere scrupoli di sorta nel contrastare ogni pur timido accenno di discontinuità nella gestione della compagnia di bandiera.

Col potere di ricatto in mano la categoria ha danneggiato migliaia di viaggiatori, ripetutamente vittime di aquile selvagge e certificati medici fraudolenti, autentici reati mai sanzionati da un tribunale.

Basterebbe ripercorrere con attenzione la via crucis della vicenda Alitalia-Air France, giunta fino ai primi giorni di aprile, per definire strumentali le accuse rivolte a Silvio Berlusconi, indicato da troppi come reo di aver causato la rinuncia dei francesi all’acquisto di Alitalia. Ciò che invece ci interessa comprendere è se, data per scontata (sondaggi alla mano) la vittoria elettorale di aprile, questo governo si attrezzava a maneggiare la patata bollentissima di queste ore o se ne aveva sottovalutato la complessità.

Un aspetto comunque sembra chiaro: anche se al posto della Cai al tavolo fosse seduta Air France-Klm, per i sindacati dei piloti ogni accordo che non mantenesse lo status quo verrebbe liquidata come carta straccia e darebbe il via a un’ennesima stagione di scioperi, attuati con mezzi leciti e illeciti che, col solito cinismo degli autori, andrebbero a colpire i nervi e gli interessi dei cittadini.

Questa partita è decisiva per il governo, perché una sconfitta lo indebolirebbe, fino a rendere velleitario qualunque proposito di riforma che andasse a toccare gli interessi consociativi e corporativi di molti settori dello stato (vedi scuola, magistratura, enti locali, ecc.).

Di questo è assolutamente consapevole il centrosinistra, che sta rischiando il tutto per tutto nel tentativo di far fallire il progetto berlusconiano.

Ma se è vero che la politica è al centro dell’operazione Fenice è altrettanto vero che, se fossero fondate le paure di Paolo Ferrero (segretario dei comunisti del Prc), per il futuro del mercato del lavoro si aprirebbero nuovi spiragli di libertà per ciascun lavoratore, grazie all’effetto domino che, partendo dagli aeroportuali, condurrebbe alla fine della dittatura dei Ccnl e ridimensionerebbe il potere autoreferenziale e castale dei suoi dirigenti.

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17 settembre 2008 - Posted by | politica | , , , , , , , , ,

11 commenti

  1. Cari amici, ho ceduto alle lusinghe dei demoni del blog.
    Ma il momento è …storico. -)

    Perla

    Commento di Admin | 17 settembre 2008

  2. Ineccepibile.

    Commento di jan kantos | 17 settembre 2008

  3. Cara Perla, hai fatto benissimo a ripercorrere tutta la storia dell’Alitalia. C’é troppa gente con la memoria corta. Ed hai colto un bel punto. Se c’é effettivamente questa possibilità di spezzare il potere dei sindacati, ben venga qualsiasi risultato.
    Ci auguriamo che vinca il buon senso e che l’azienda possa essere salvata senza le condizioni dei sindacati, come é avvenuto per Air Canada. Certo che una patata bollente come questa, solo un visionario come Berlusconi poteva prenderla!

    Brava che hai ripreso a scrivere! Ci mancava il tuo contributo!!!
    Bacioni,
    Lontana

    Commento di Lontana | 17 settembre 2008

  4. Grazie Jan! 🙂

    Cara Lontana, questo governo non aveva alcuna scelta, a elezioni avvenute il tormentone Alitalia sarebbe stato immediatamente all’ordine del giorno, anche con Air france.

    Baci

    Perla

    Commento di Admin | 17 settembre 2008

  5. Ciao Blind. Mi fa piacere che hai ripreso a scrivere. Scusa se non ho risposto alla tua mail, ma sono in fase di iperlavoro. Ci sentiamo presto. Bill.

    Commento di bill | 17 settembre 2008

  6. Bisogna dire la verità tutta intera. Il “salvataggio” dell’Alitalia è il solito pasticcio all’Italiana. Non è differente dal “salvataggio” del Banco di Napoli di 10 anni fa, quello per capirci per il quale abbiamo pagato tutti pensando di pagare la tassa per l’Europa.
    Anche qui, i debiti (di qualunque natura), parte degli esuberi e dei prepensionamenti (di cui non si parla) vanno in corpo a Pantalone, more solito. E’ la cosiddetta bad company, e chissà che coll’Inglese passi più in sordina la solita truffa sulle spalle degli Italiani, i cui costi non hanno mai trovato una riga sui telegiornali. La polpa se la prendono azionisti che rischiano nulla ed azionisti che addirittura si sistemano i crediti, come per l’ipervalutato conferimento di Airone, che sistemerà le ossa della principale Banca azionista (per via dei conflitti di interessi, che peraltro non finiscono qui, ma non voglio tediare). A scanso di equivoci io sono un elettore di centro destra. Solo che mi occupo di economia e di finanza e sfortunatamente sono pure liberale di tradizione. Così io vorrei un governo di centro destra che facesse fallire una roba del genere e nemmeno ci avesse provato a “salvarla”, Si crei una società ex novo, come in qualsiasi parte del mondo, con programmi compatibili, rotte compatibili, personale compatibile, se è possibile, se no ciccia. Invece no, qui da noi la destra è sempre zoppa. O ambigua. Come sul federalismo, che è “solidale” (ma che c…vuol dire solidale, se non che si continuerà a foraggiare sprechi, o come sull’economia “sociale di mercato” un ossimoro, se non fosse che tradotto significa che le clientele bisogna pagarsele coi soldi di tutti.
    E tra un pò sarà il caso di Trenitalia, dove abbiamo scucito quasi 58 miliardi di EUR (avete letto bene) solo negli ultimi otto anni per avere una compagnia che produce solo perdite, con gli organici doppi degli altri paesi e con il tasso più basso di rinnovamento delle strutture e dei vettori (non dico cose nuove, dico sostituzione, manco quella). Finisco qui se no scrivo un papiro, colla RAI, la Sanità, il Cinema di Stato assistito. L’Italia è un impiegatificio, per cosa poi uno sia impiegato è secondario. L’importante è che voti. Triste ma è così. Da una destra ci si aspetterebbe uno spazzolone, non un balletto che, ad esempio per Alitalia, continui a dare ultimatum per il gg seguente e nel frattempo fare concessioni sottobanco.

    Commento di cumino | 17 settembre 2008

  7. Bill, te lo dovevo. 🙂

    Ciao!

    Perla

    Commento di Admin | 18 settembre 2008

  8. Cumino, anch’io sono convinta che gli italiani meriterebbero di essere governati da Reagan o da Tatcher, ma purtroppo non vivono negli USA o nell’UK.
    Sai bene che, nella loro vita, non hanno mai conosciuto altro che statalismo e protezionismo.
    I contribuenti hanno foraggiato di tutto, persino i pelati e i panettoni prodotti da aziende nazionalizzate.
    L’imprenditoria privata, quella disposta a rischiare del suo, quasi non esiste e non mi stupisce il fatto che nella cordata Cai si trovino imprenditori impuri legati alla sinistra a doppio filo.
    L’Italia proviene da decenni di occupazione partitocratica dei consigli di
    amministrazione delle industrie di stato con relativi monopoli, che erano (Alitalia compresa) la greppia di tutto l’arco costituzionale, secondo il sistema proporzionale vigente per le Camere.
    Nel paese del socialismo reale i sindacati sono entrati nella co-gestione delle aziende e dei governi, esercitando un potere di veto inammissibile in una vera democrazia.
    Sono contrarissima ai ministri tecnici (sono quelli che combinano guai a causa del loro approccio parziale e specialistico al ruolo che ricaricano), mentre la visione che questi ministri devono avere dev’essere globale e politica, se vogliono intervenire in un tessuto sociale complesso e corrotto (che tu descrivi perfettamente) e trarre il meno peggio possibile da vicende come quella odierna.
    Inoltre, oggi in gioco non ci sono solo i denari che il contribuente dovra’ sborsare fino alla completa privatizzazione di Alitalia (meno di quanti vengono paventati) ma sta accadendo che tutta una sinistra comunista o ex o post tale, avviata versola rottamazione, affida le sue ultime speranze di salvezza al sindacato di riferimento più politicizzato e potente della trimurti.
    Siamo in una fase di transizione difficile ma che, sono certa, non ci riporterà indietro.

    Ciao!

    Perla

    Commento di Admin | 18 settembre 2008

  9. Ciao Perla! Ti collocherò tra gli amici del mio blog, Libere Risonanze.

    Bell’articolo, un abbraccio forte! jetset

    A proposito degli imprenditori di Alitalia: hanno fatto tanto baccano per il conflitto d’interessi di Berlusconi e poi che mi trovo? La famiglia Colaninno sta con un piede nel PD e con l’altro vuole entrare in Alitalia…ma questo non è forse un conflitto d’interessi?

    CIAOOOOO

    Commento di jetset | 18 settembre 2008

  10. Ciao Jets! 🙂
    Grazie!
    Sintetizzando la mia risposta a Cumino, direi che l’Italia e’ una repubblica fondata sul conflitto di interessi, sui quali ancora nessuno ha indagato.

    Perla

    Commento di Admin | 18 settembre 2008

  11. Sindacalismo becchino!
    a te un abbraccio
    M

    Commento di Maralai | 18 settembre 2008


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