Perla Scandinava

"Non ci sono cattivi inverni ma solo cattivi vestiti"

Del senno di poi…

Natale 1979, l’Armata Rossa viola i confini dell’Afghanistan. I carri armati sovietici penetrano nel paese, danno inizio ai bombardamenti, distruggono villaggi e massacrano intere famiglie di civili. Quella sanguinosa occupazione sarebbe potuta durare anni se, su richiesta degli USA, la comunità internazionale non si fosse sollevata compatta e unanime contro l’ennesimo atto imperialista dell’URSS. 

Seguendo l’esempio di Gran Bretagna, Canada e Australia, l’Europa occidentale inferisce il primo colpo al morale dei capi del Cremlino, boicottando con totale disprezzo le olimpiadi di Mosca inaugurate nel luglio 1980!

Siamo tutti afghani!” gridano nelle piazze del mondo libero a milioni e milioni i pacifisti. Nessuno è più disposto a tollerare un’altra Budapest o un’altra Praga. Il re dell’Afghanistan, da sette anni in esilio nei pressi di Roma, viene portato in trionfo e i suoi appelli per la liberazione del suo popolo dall’occupazione comunista vengono ascoltati in tutto il mondo. Nel mese di luglio l’Alleanza Atlantica invia l’ultimatum al segretario del Pcus, firmato da tutti i componenti della NATO. A Brežnev vengono concessi trenta giorni di tempo per il ritiro del suo esercito, scaduto i termini del quale la forza multinazionale muoverà le sue truppe di terra e di cielo contro l’armata comunista.

Mosca si finge indifferente, tenta di accreditarsi come liberatrice del popolo afghano ma non ottiene il sostegno né dell’assemblea né del consiglio di sicurezza dell’ONU.

I dirigenti del Pcus ostentano sommo disprezzo e assoluta arroganza verso l’intero occidente ma, mentre la Pravda millanta i trionfi di un’Armata Rossa accolta con lanci di fiori e di baci dalla popolazione afghana, i generali ricevono l’ordine di rientrare in patria.

Gli afghani sono liberi!

La compattezza e la fermezza degli alleati ha sortito i suoi effetti deterrenti e neppure un soldato della NATO ha rischiato la vita in guerra.

Re Zahir Shah torna a Kabul e riprende la sua opera riformatrice e modernizzatrice del paese, interrotta nel 1973 da un colpo di stato pilotato da Mosca.

Per cacciare gli occupanti non é stato necessario finanziare madrasse jihadiste, i taliban e Bin Laden che, andati al potere, avrebbero potuto trasformare il paese in una feroce teocrazia e in un inferno terrorista.

Grazie ai leader del Patto Atlantico, l’Afghanistan torna ad essere il paradiso dei “turisti” di mezzo mondo, con un governo stabile e amico dell’occidente.

D’accordo, questa è pura fantasia però se i fatti si fossero svolti così non avremmo conosciuto i taliban; costoro non avrebbero protetto i terroristi addestrati per portare la morte tra gli infedeli. Niente 11/9, niente prima grande crisi economica mondiale!

Ma l’Europa lasciò Carter da solo contro l’URSS, come cinque anni fa l’UE di Prodi e di Chirac lasciò da solo Bush contro Saddam Hussein.

Fu un errore che adesso paghiamo salatissimamente, perché gli Stati Uniti, già con un bilancio dissanguato da una guerra troppo lunga di cui si sono dovuti accollare i costi iperbolici, stanno per capitolare sotto un ecatombe economica e finanziaria nella quale verremo trascinati anche noi europei.

Inoltre, sfiancato dal nostro disinteresse ad agire in Iraq, delegittimato nel panorama geopolitico, lo “sceriffo” del mondo è ferito e l’occidente è rimasto in balìa dei folli dittatori dei paesi emergenti.

Tutta fantapolitica!

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1 ottobre 2008 - Posted by | Uncategorized | , , , , , , , , ,

15 commenti

  1. Ti ricordo che all’epoca c’era la guerra fredda ed un problemino che si chiama bomba atomica… forse non ricordo la crisi di cuba e quanto vicino alla distruzione andò il mondo!
    Il paragone con l’Iraq poi… altro che fantapolitica, manco topolino è cosi lontano dalla realtà dei fatti.

    Se l’America non si fosse imbarcata in una guerra tanto inutile quanto infruttuosa, forse oggi non staremmo cosi male dal punto di vista economico e terroristico.

    Inoltre in Afghanistan c’è andata tutta la Nato e dopo 6 anni come stanno?
    Come prima, infatti solo Kabul è sicura (per modo di dire) ed i taleban stanno alle porte… inoltre la produzione di eroina è quasi triplicata dal 2002 al 2007.

    Non basta scrivere delle fantasie perchè si avverino.

    Commento di Tetsuo | 1 ottobre 2008

  2. Tetsuo, c’erano la guerra fredda e la bomba atomica e c’erano sempre solo gli americani a mantenere un equilibrio mondiale stabile.
    Finché non arrivò Reagan e la grande potenza sovietica si rivelò un guscio vuoto.
    Se non ho parlato dell’Afghanistan di oggi è perché è una conseguenza dell’11/9.
    La NATO poteva affrontare un esercito convenzionale come quello dell’armata rossa, oggi è tutto troppo difficile e l’impegno assolutamente insufficiente.

    Ciao!

    Perla

    Commento di Admin | 1 ottobre 2008

  3. “La NATO poteva affrontare un esercito convenzionale come quello dell’armata rossa”

    Fortunatamente per te e per me questa cosa non si è mai verificata, altrimenti adesso non staremmo qui.

    Ripeto, non basta scrivere le favolette perchè si avverino.

    Commento di Tetsuo | 1 ottobre 2008

  4. Tetsuo, prima di tutto non sottovalutare la proverbiale saggezza di topolino!
    Il tragico sta nell’atteggiamento implacabilmente antiamericano di noi europei.
    Abbiamo condannato gli USA per il Vietnam, indifferenti o plaudenti all’instaurarsi di una dittatura comunista.
    Naturalmente Non abbiamo mosso un dito contro l’occupazione dell’Afghannistan.
    Questa tolleranza, quando non addirittura simpatia verso l’Ursè è all’origine del nostro “suicidio”.

    L’Iraq è stato un errore che si è trascinato fino ad oggi a causa della stupidità dell’Ue.

    Perla

    Commento di Admin | 1 ottobre 2008

  5. Be non credo che gli europei siano antiamericani, ne che ci fosse simpatica l’URSS… criticare il Vietnam e l’IRAQ non vuol dire essere antiamericani, ma esprimere una propria opinione, soprattutto (come in Vietnam) non si faceva la guerra ai russi, ma alla popolazione civile.

    L’intervento in Afghanistan non ha risolto il problema terrorismo e neanche il problema talebani.
    Le donne continuano ad essere trattate come cani e la popolazione civile continua a morire di fame… e coltivare oppio.
    In IRAQ, invece, abbiamo tolto si un dittatore (ce ne sono molti altri al mondo, ma con quelli non facciamo nulla, vedi Birmania e Cina), ma abbiamo consegnato il paese agli estremisti islamici ed ai terroristi.
    Prima dell’intervento USA, le donne erano uguali agli uomini (ricoprivano anche ruoli di potere), il culto religioso era libero e Al Qaeda non metteva piede in Iraq.
    Con questo non voglio dire che era meglio Saddam, ma sicuramente che non è con la guerra che si risolvono questo tipo di problemi.
    Saddam andava spodestato, ma non disintegrando una nazione (come fatto anche in Afghanistan).

    Con la guerra non si risolvono i problemi, va bene mostrarsi decisi e forti, ma non calpestando tutto e tutti.

    Commento di Tetsuo | 1 ottobre 2008

  6. Tetsuo farnetica. In Vietnam, intanto, i vietcong del Nord aggredirono la “popolazione civile” del sud. Fu una guerra civile interna, e gli USA aiutarono male la parte non comunista. I vietcong continuano a far danni contro i cristiani anche oggi, e si dedicarono subito ad aggredire altri stati indocinesi. L’unica cosa buona fu una sberla a Pol Pot, altro campione del comunismo…
    La bomba atomica, inoltre, c’è dal 1945 a oggi. Purtroppo oggi, grazie alla sottomissione ai violenti e ai guerrafondai, stiamo per darla a pazzi come gli iraniani e Chavez, oltre che alla Siria. Wow!

    Commento di paolodilautreamont | 1 ottobre 2008

  7. Lettura interessante per capire la fragilità dell’Impero comunista ai tempi dell’invasione dell’Afghanistan è l’opera di Vladimir Bukovski Trial in Moskow tradotto anche in italiano. Da qui si evince che di fronte ad un Occidente meno codardo e collaborazionista “l’impero del male” sarebbe crollato molto prima del 1989. Con tutto ciò che ne sarebbe conseguito ……. in meglio.
    Saluti

    Commento di Fabrizio | 2 ottobre 2008

  8. Paolo di villa ombrosa pontifica ovunque vedo.
    Forse non capisce che io non difendo i Viet Cong, solo non ritengo l’uso della forza l’unica soluzione possibile.
    Inoltre non sono favorevole alla bomba atomica per Iran e Venezuela, ne tantomeno per la siria… come non lo sono per Israele, Russia, Usa e tutti quelli che la hanno.
    Un’arma è un deterrente solo in un caso… quando si adopera!
    E non credo che NESSUN paese (compresi gli USA) abbiano diritto ad avere armi atomiche.
    Fabrizio ci dice di leggere, cosa di per se utile e formativa… ma sempre IPOTESI restano, visto che è vero che l’URSS era un castello di carte, ma non è detto che “attaccati” non fossero ricorsi all’uso delle armi atomiche.
    Il dietrologismo e la faciloneria non portano da nessuna parte!
    E’ facile dire “se facevamo cosi, se facevamo cola”, soprattutto perchè non si ha NESSUNA prova che effettivamente sarebbe andata come IPOTIZIAMO!
    Il dato di fatto è uno solo, l’URSS aveva la bomba atomica, gli USA avevano la bomba atomica… visti gli anni in cui il conflitto freddo sussisteva, non sono sicuro come voi che nessuno l’avrebbe usata.

    Commento di Tetsuo | 2 ottobre 2008

  9. Caro Tetsuo, è vero sempre di ipotesi si tratta e come ben tutti sanno la storia non si fa con i se. Però una cosa si può dire, ed è la tesi del libro di Bukovski, l?URSS poté fare tutto quello che ha fatto negli anni 70 per l’assoluta codardia dell’Occidente. Non sarebbe stato necessario l’uso della forza ma soltanto un atteggiamento più rigido e drastico nei suoi confronti avrebbe costretto la dirigenza sovietica a valutare molto più attentamente le proprie mosse. Dopo tutto per far crollare l’URSS non è stato necessario sparare un solo colpo di cannone ma è bastata un atteggiamento intransigente da parte degli Stati Uniti raeganiani ed un rilancio nella sfida militare con i progetti di “guerre stellari” per far saltare il banco.
    Alla fine si ritorna sempre all’eterno problema di come ci si deve comportare nei confronti di organizzazioni statali pericolose per il mondo. Accondiscendenza o durezza. La storia a più volte dimostrato che l’accondiscendenza non ha mai pagato almeno a lungo termine.
    Lo stesso problema sotto aspetti diversi lo si ebbe negli anni ’30 con l’ascesa del nazionalsocialismo in Germania e la politica estera aggressiva di Hitler. Anche qui le potenze liberali europee peccarono di codardia. Non intervennero che alla fine quando ormai la frittata era fatta. Gli stessi generali tedeschi ammisero che al tempo della rioccupazione della Renania se i francesi fossero intervenuti come sarebbe stato nel oro diritto l’esperienza nazista sarebbe stata stroncata.
    Comunque sono solo parole, la storia è stata diversa è non ci sarà mai una controprova.
    Saluti

    Commento di Fabrizio | 2 ottobre 2008

  10. Tetsuo: “E’ facile dire “se facevamo cosi, se facevamo cola”, soprattutto perchè
    non si ha NESSUNA prova che effettivamente sarebbe andata come IPOTIZIAMO!”.
    La mia simulazione Dei fatti non è un modo tanto diverso di analizzare gli errori del passato (per evitarne identici nel presente) da quello in uso fra gli storici e i politologi.
    Il guaio è che i governanti europei sembra non riescano a fare esperienza della storia fallimentare e tragica del secolo scorso, perseverando nell’errore.
    Se ieri avevamo gli sporchi yankee a tenere a bada “l’impero” sovietico, oggi non abbiamo neppure chi impedirà all’Iran e ai dittatori di ogni genere di fabbricarsi l’atomica.

    Perla

    Commento di Admin | 2 ottobre 2008

  11. Fabrizio, che dire? Quello che ho scritto è lì e tu non fai altro che arricchire e chiarire meglio il contenuto del mio post.

    Grazie molte!!! 🙂

    Perla

    Commento di Admin | 2 ottobre 2008

  12. Chiaro che si stanno facendo ipotesi col senno di poi, ma anche io sono dell’idea che un Occidente debole e pacifista faccia molti piu’ danni e provochi piu’ guerre di una coalizione forte e compatta. L’esempio di Hitler é pertinente.
    In un piccolo memoriale lungo il litorale a Virginia Beach c’é una lapide con l’immagine di una portaerei gigantesca e la scritta:
    “90.000 tonnellate di diplomazia”
    Bé, é cosi’ che si mantiene la pace nel mondo!

    Ciao Perla! 🙂

    Commento di Lontana | 3 ottobre 2008

  13. Anche così.

    Lontana, grazie per questa cartolina! 🙂

    Perla

    Commento di Admin | 3 ottobre 2008

  14. forse se gli usa non arrivassero nei paesi con fonti energetiche; non imponessero contratti sfavorevoli per le popolazioni locali; non violassero gli equilibri millenari (discutibili ma pursempre millenari, come se non fossero discutibili usanze occidentali come la pornografia o il culto del denaro) forse, ma dico forse perche è sempre avvenuto il contrario, ci sarebbe meno gente antioccidentale. forse, se durante la costruzione del muro di israele avessero contribuito ad evitare la separazione delle famiglie, la distruzione di pozzi e campi, fooorse (non ho la controprova) ci sarebbe piu spazio per il dialogo e un 3-4% in meno di terroristi. foorse se non avessero posto pinochet in cile, l’embargo a cuba, avalatto i sistema dei desaparecidos in argentina, fooooorse avrebbero avuto qualche amico in piu in sud america. pero questa è fantapolitica

    Commento di lorenzo | 3 ottobre 2008

  15. Lorenzo, questo è fare fantapolitica al cubo!

    Ciao!

    Perla

    Commento di Admin | 3 ottobre 2008


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