Perla Scandinava

"Non ci sono cattivi inverni ma solo cattivi vestiti"

La morte civile dell’Onorevole

”L’Italia non ha più tempo da perdere”, aveva dichiarato in Parlamento Silvio Berlusconi durante il discorso sulla fiducia, dopo la vittoria elettorale dello scorso anno.

Il tempo, sempre il tempo come ostacolo all’attività di governo. Il tempo, anzi i tempi istituzionali lenti e ripetitivi, assillo e tormento del premier, sempre più insofferente ai regolamenti delle due Camere.

E pochi giorni fa, intervenendo all’assemblea dei senatori e deputati del Pdl, aveva definito morte civile quella alla quale vengono condannati gli onorevoli, costretti all’inattività per intere giornate, incollati ai seggi soltanto per dire sì o no a una ridda di articoli, di commi e di emendamenti dei quali spesso non possono conoscere neppure il significato.

E’ così che la pensa il presidente del consiglio più stacanovista del globo e, dopo averci rimuginato a lungo, ha mandato Frattini a caccia di normative nei parlamenti d’oltr’alpe; Frattini ha perciò trovato e illustrato, nella riunione al Capranica, la famosa delega del voto utilizzata da cinquanta anni nell’assemblea francese. La norma consentirebbe al deputato assente giustificato di delegare il suo capogruppo per la durata di otto giorni. Dunque, chiosa Berlusconi, se lo fanno in Francia, culla della democrazia superata solo dagli USA, perché non importare in Italia quella speciale facoltà?

Due cose bisogna fare, ha detto il Cav.: ridurre il numero dei parlamentari e liberarli dal senso di frustrazione e di inutilità che li afflige durante quelle interminabili ore perse per votare.

In fondo, dice, le stesse votazioni già si tengono precedentemente nelle varie commissioni.

In questo blog si era già scritto molto positivamente del ruolo indipendente dal governo che Gianfranco Fini sta impersonando dal primo momento in cui è stato eletto presidente di Montecitorio e che lo vede implacabile tutore sia dei regolamenti che delle prerogative di ciascun eletto alla Camera.

Da qui le sue legittime reazioni piccate ogni qualvolta il premier si pronuncia contro i mille passaggi parlamentari dove si arenano i disegni di legge prima di essere convertiti e varati.

Per quanto concordino sull’urgenza di riforme che portino allo snellimento delle procedure legislative, Berlusconi e Fini confliggono sul come intervenire in tale materia.

Fini ha dimostrato di considerare l’aula di Montecitorio il luogo preminente dove il deputato deve espletare il proprio mandato, stando al suo posto per quasi tutta la settimana lavorativa, con buona pace di coloro che vorrebbero il proprio onorevole molto più presente sul territorio. Berlusconi, al contrario, ritiene sufficiente che la sua maggioranza sia al completo solo in occasione di voti importanti. Intanto Fini si applica nel duro mestiere di castigamatti, stigmatizzando e prevenendo gli abusi di molti assenti ingiustificati e ingiustificabili che, grazie ai “pianisti”, incassano fraudolentemente il prezioso gettone di presenza.

Vista la situazione non rimane che confidare nell’opposizione che, coi soliti toni pacati e sobri, sotto la guida di un leader sereno e lungimirante, darà il suo prezioso contributo, mediando con intelligenza su queste necessarie e improrogabili riforme istituzionali. Fuor di battuta, mai come oggi, appare chiaro quanto un’opposizione allo sbando non giovi agli equilibri della vita democratica.

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13 marzo 2009 - Posted by | politica

4 commenti

  1. Avrei una proposta. perchè non lo incoroniamo imperatore con poteri assoluti!?
    Il popolo avrà cosi un ottimo motivo per fare una bella rivoluzione, prendere lui e tutti i suoi tirapiedi e allestita una bella ghigliottina decapitarli in piazza, trasmettendo l’evento a reti unificate e in mondovisione. Sai che audience………..

    Commento di giampaolo haver | 13 marzo 2009

  2. Giampaolo, vedo che 220 anni non sono passati inutilmente. Dove sarai il 14 luglio di quest’anno?

    Perla

    Commento di Admin | 13 marzo 2009

  3. Mentre Berlusconi indica a modo suo qualcosa che già esiste in altre democrazie, l’opposizione continua implacabilmente a guardare al dito.
    M

    Commento di Maralai | 13 marzo 2009

  4. Prima di scrivere il post ho ascoltato attentamente le dichiarazioni del Cav. e non ci ho trovato motivi per fare del sarcasmo liquidatorio. Forse il modello francese non è poi così applicato come vorrebbe il premier ma gridare alla dittatura sulla base di sintesi di agenzia, è alquanto stonato.

    Ciao M! 🙂

    Perla

    Commento di Admin | 13 marzo 2009


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