Perla Scandinava

"Non ci sono cattivi inverni ma solo cattivi vestiti"

Continuiamo così, facciamoci del male

Tra le profonde contraddizioni dei passionari della libertà di scelta sulla propria vita e sulla propria morte, quelli che a parole rivendicano il principio dell’indisponibilità della persona allo Stato ma che, paradossalmente, si battono fino allo spasimo affinchè sia proprio mamma Stato a definire confini e regole di questa libertà, si sta concludendo un altro psicodramma dell’illiberalità.

Ignazio Marino e i compagni della sinistra, gli ostinati fautori del vuoto legislativo da colmare ad ogni costo, come se non fossero proprio i troppi pieni legislativi a soffocare la vita civile del cittadino italiano, oggi stanno vincendo e perdendo la partita.

Come per la legge 40 sulla fecondazione assistita, la normativa non lascerà spazio all’autodeterminazione di ciascuno, pertanto, molti rimpiangeranno anche quella tanto vituperata zona grigia, la quale inelutabilmente scomparirà sotto la minaccia di pesanti condanne penali previste per chiunque non si attenesse strettamente alle prescrizioni del nuovo testo di legge che sta per passare alla camera dei deputati.

Nel paese reale la maggioranza della gente è da sempre contraria all’accanimento terapeutico ma non per questo tra le sue priorità situava l’urgenza di una legge ad hoc. Il catalizzatore di questa istanza sul testamento biologico è stato invece il villaggio virtuale dei social network, dove è fisiologico fare massa e soggiacere alla corrente di conformismo politicamente corretto che viaggia a velocità della luce tra amicizie strette a raffica, iniziative, cause, gruppi e commenti a migliaia, in un mondo dove tutto si amplifica e deflagra, tra frizzi e lazzi, grazie al “digito ergo sum”. L’occhio fisso al contatore, perché i numeri sono il valore assoluto e contarsi è sempre rassicurante.

Dunque un altro far west è stato conquistato e dominato e, come ieri per “provetta selvaggia”, oggi sta per finire in cattività “eutanasia selvaggia”.

 

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27 marzo 2009 - Posted by | Politica italiana

16 commenti

  1. Triste ma vero. Vedila così. Più perdono tempo in faccende meno significative per la popolazione, come la vigilanza RAI, o il caso Eluana (triste dirlo, ma fortunatamente situazioni di questo genere colpiscono relativamente poche persone), e meno hanno tempo di fare danni più gravi giocando con l’economia e la crisi finanziaria.

    Commento di libertyfighter | 27 marzo 2009

  2. Sono d’accordo. Sinistra e “liberalisti” stanno confluendo inconsapevolmente?

    Commento di paolodilautreamont | 27 marzo 2009

  3. Libertyfighter, stesso destino stava per toccare alle coppie omosessuali con i di.co: impressionante sequenza di articoli, norme inapplicabili e in contrasto tra loro.
    Ok, pensiamo positivo. 🙂

    Perla

    Commento di Admin | 27 marzo 2009

  4. Paolo, tu ne sai molto più di me ma l’omologazione in effetti si tocca.

    Ciao, a presto 🙂

    Perla

    Commento di Admin | 27 marzo 2009

  5. Finalmente una voce intelligente.
    Io avrei evitato una legge per il caso Eluana. L’unica modifica che avrei apportato sarebbe stata di Procedura Civili, lasciando non al giudice monocratico, ma ad una giuria di corte d’assise la decisione su questi casi. Casi fortunatamente limitati e, si spera, sempre più scarsi in futuro: al girono d’oggi negli USA, ma anche in Italia, vi sono tecniche di stimolazione per traumatizzati gravi che permettono un recupero di molte funzioni neuronali.

    Commento di Fabio | 27 marzo 2009

  6. Fabio, sei troppo generoso nel giudizio.
    Preferisco esimermi dal pontificare sugli aspetti medico-scientifici, c’è solo da perdersi tanti sono i pareri che ogni giorno fanno a pugni tra loro sul ring dell’inutilità.
    Ogni caso, come succedeva fino a ieri in Italia e come succede qui in Norvegia, dovrebbe essere affidato alla discrezionalità del malato e del medico, insieme, quando necessario, ai familiari.

    Grazie! 🙂

    Perla

    Commento di Admin | 27 marzo 2009

  7. In effetti bastava un aggiustamento, più che una legge. Diciamo un ricorso alla giustizia non monocratica nei casi complessi, là dove non è giusto o non è possibile affidare alla sola famiglia o ai soli medici la scelta. E l’indicazione dell’individuo deve avere importanza. In effetti ormai leggi e inganni sono l’istess, non vale più il discorso precedente: fatta la legge trovato l’inganno… Meglio delegiferare e darsi una cultura di questo tipo, ma è enormemente difficile, tra leggi neofederali, statali, europee, onusiane, e con gli Usa che scivolano anche loro verso un’egemonia della Legge (con la maiuscola kafkiana) su individui, opinioni, politica.

    Commento di paolodilautreamont | 28 marzo 2009

  8. Caro Paolo, esattamente così.
    Per quanto riguarda l’Italia qualunque sarà l’esito finale di questo travaglio parlamentare, il regime di libertà vigilata a cui è sottoposto il cittadino verrà ulteriormente ampliato, con un bel salto all’indietro.

    Perla

    Commento di Admin | 28 marzo 2009

  9. Completamente d’accordo. D’altronde, con uno stato che, facendo un paio di esempi spicci, ci dice che non si può bere un bicchiere di vino senza rischiare il sequestro della macchina, che la notte i bar non possono vendere alcolici dalle ore tot1 alle ore tot2, che non si può fumare (ma non si poteva lasciare libera scelta ai gestori dei locali?), pensavate forse che ci si sarebbe fermati lì?
    PS: approfitto dell’occasione per salutarti, Perla.

    Commento di bill | 28 marzo 2009

  10. Ciao Bill! 🙂
    Dobbiamo indicare Cofferati come precursore, visti i suoi splendidi editti?

    Eppure anche questi si fanno chiamare liberali. 😀

    A presto!

    Perla

    Commento di Admin | 28 marzo 2009

  11. sei molto brava, cara Rita: sei una (eccezionale) persona pensante e come premio avrai sicuramente una carriera politica “negata”; ed io condividendo totalmente il tuo pensiero mi trovo in (seria) difficoltà persino ad elaborare uno straccio di commento. difatti, posso forse obiettare? penso che il parlamento in conclusione di dibattito dovrebbe uniformarsi al dettato costituzionale sul diritto dell’individuo a non essere costretto ad ingoiare il boccone di Stato proprio quando (l’individuo) non ne vuole più sentire neppure parlare, e ricordare che la “legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”(art. 32 u.c. cost.), e tirare a campare. che poi pare nulla sia vincolante e allora perchè tanto chiasso per produrre “carta straccia”? col tuo consenso vorrei “rilanciare” il tuo articolo nel mio blog; credo che tu mi dirai di si.
    abbraccio
    M

    Commento di Maralai | 28 marzo 2009

  12. Mario, fai pure del mio post ciò che vuoi ma non mi fare arrossire. 🙂

    Ciao e grazie del commento.

    Perla

    Commento di Admin | 28 marzo 2009

  13. ma è così difficile da fare accettare una DICHIARAzione di NON volere vegetare attacati ad un tubo?
    in un “mondo perfetto” poche leggi, poco stato …. tranne ciò che è severamente vietato.
    eppure questa cosa del “si fa ma non si dice” non mi pare molto limpido.. sotto tanti aspetti….

    Commento di Gabbiano | 28 marzo 2009

  14. Gabbiano, clandestino e severamente vietato era l’aborto che veniva punito col carcere e la pubblica gogna. Qui si parlava di accanimento terapeutico e della costituzione, dell’ordine dei giornalisti e della magistratura che hanno sempre “benedetto” il medico che poneva termine alle sofferenze del malato.
    E non si parla solo del caso di Riccio ma di tutti i casi dove medici e familiari non sono neppure entrati in un aula di tribunale perché i giudici non danno mai luogo a procedere.
    E il si fa ma non si dice, lasciando lo stato fuori dalla porta di casa nostra, era un’esempio mirabile di libertà e di autodeterminazione andate irrimediabilmente perdute.

    Ciao! 

    Perla

    Commento di Admin | 28 marzo 2009

  15. quindi la lotta di englaro per vedersi “riconosciuto” quel diritto giuridicamente è stata sbagliata… e pure controproducente?

    ciao

    Commento di Gabbiano | 30 marzo 2009

  16. Assolutamente si’.
    Inoltre se io volessi lottare per affermare un diritto lo farei soltanto usando il mio corpo o quello di qualcuno consenziente al di là di ogni ragionevole dubbio.
    Infine la magistratura non dovrebbe emanare sentenze controverse per riempire vuoti legislativi, questo non è il suo compito.

    Ciao Gabbiano! 🙂

    Perla

    Commento di Admin | 30 marzo 2009


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