Perla Scandinava

"Non ci sono cattivi inverni ma solo cattivi vestiti"

Il referendum datato

Palazzo Chigi

Tre sono i quesiti referendari sui quali, a breve, dovranno pronunciarsi gli elettori. Non si parla d’altro e, dopo i fatti del terremoto, pare che questa dell’election day sia il dramma maggiore che la nazione sta vivendo. Eppure, leggendo qui i quesiti e gli effetti che i promotori vorrebbero ottenere con la vittoria dei sì, pare proprio che il tempo e i cittadini abbiano reso obsoleta la prevista consultazione popolare.

Sembra infatti che sia sfuggito ai più che gli elettori, con le ultime elezioni politiche, abbiano già ottenuto gli scopi che si prefiggono i referendari.

Gli italiani hanno di fatto messo uno sbarramento alle liste minori, hanno impedito la frammentazione dei partiti, si sono assicurati la governabilità, hanno un Parlamento semplificato grazie alla scomparsa dei gruppi formato mignon.

La raccolta delle firme su questo referendum si è svolta un secolo fa, politicamente parlando, quando governava (si fa per dire) l’Unione di Romano Prodi; sono state proprio le vicende apocalittiche di quel biennio che hanno convinto i cittadini a concentrare il loro voto su due mini coalizioni, sbarrando la strada ai piccoli partiti, soprattutto di sinistra. I quesiti sono anche antecedenti alla nascita del Popolo della libertà che non si può definire coalizione, come lo stesso non si può dire del Partito democratico, ma poi che cambia?

Gli elettori si sono quindi già pronunciati, senza doversi stordire con la lettura di un copioso articolato indecifrabile che troveranno stampato sulle schede, il loro buonsenso ne può fare a meno.

In quanto al terzo quesito, che prevede il divieto di candidarsi in più circoscrizioni, non se ne sente poi tanto la necessità; non è così che si toglierà potere alle segreterie nella scelta dei candidati con seggio sicuro, da sempre concordati, con o senza previa rinuncia del plurieletto.

La sovranità popolare ha deciso così e, a quanto pare, ha deciso per il meglio.

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15 aprile 2009 - Posted by | Politica italiana

2 commenti

  1. Non hai capito un’acca dei referendum!
    Sforzati a comprendere la differenza tra assegnazione tra premio di maggioranza alla coalizione (sistema attuale) e alla lista (in caso di vittoria del si).
    Buon lavoro

    Commento di Federico | 16 aprile 2009

  2. Federico, conosco fin troppo bene i quesiti e le loro finalità, al punto da affermare che il premio di maggioranza al partito vincente era improponibile nella situazione frammentata del 2007 e oggi è superato perché le attuali coalizioni sono andate per via naturale verso un semi bipartitismo che può valersi ancora dell’attuale premio di maggioranza.

    Ciao e buon lavoro a te!

    Perla

    Commento di Admin | 16 aprile 2009


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