Perla Scandinava

"Non ci sono cattivi inverni ma solo cattivi vestiti"

Consultazione popolare con abbaglio

L’esito di questa tornata referendaria non è assolutamente rilevante o determinante per il miglioramento del futuro istituzionale, non lo è neppure per i suoi promotori, per quanto tentino di autoconvincersi e di convincere gli elettori della indispensabilità del voto, alzando i toni della propaganda, evocando metaforiche bombe da lanciare all’interno del palazzo dove la casta starebbe impunemente bivaccando. Per primi, infatti, ammettono che il risultato della consultazione sarà soggetto al vaglio e alle modifiche della casta stessa che ne annullerà gli effetti.

Sì, No, quorum o non quorum, non è di queste amenità che ci interessa qui ragionare ma della scarsa cultura democratica che anima il comitato referendario, almeno in questa vicenda.

La logica, che pare sia alla base della iniziativa di Guzzetta & co. non riconosce ai partiti il ruolo di libere associazioni di cittadini uniti da ideali comuni, da comune identità politica e culturale, legati dalle stesse analisi delle cause e dei rimedi da apportare per raggiungere il bene della polis e vincolati dalle stesse forme di lotta impiegate per il perseguimento di tale bene.

I richiedenti non vedono i partiti come enti privati (un tempo neppure vincolati da imposizioni fiscali) che si organizzano e si danno regole statutarie che impegnano allo stesso modo gli iscritti e si coordinano, secondo questi statuti, rispondendo a esigenze insindacabili e autonome da altri soggetti politici, tutelati dall’art. 49 della costituzione.

I promotori dei tre referendum hanno ignorato ogni principio democratico e liberale su cui si fonda la società, per concentrarsi sulla demagogia e sulla reale degenerazione del sistema partitico vigente.

E con un atto dirigista hanno deciso di intervenire sui partiti con la stessa logica con cui Obama si è imposto sulla Chrysler per costringerla a fondersi con la Fiat, pena l’abbandono alla bancarotta completa.

.Ma i partiti, per quanto corrotti e potenti, non possono essere assimilati a produttori di automobili o altri beni di consumo, semmai a produttori di idee, di libertà,, di diritti, (per quanto traditi), da ciascuno di essi soggettivamente e differentemente elaborati ed espressi.

Ledere questi principi con ragionamenti da bar, non meno volgari se compiuti da cattedratici, porta alla banalizzazione del sistema politico di oggi e di domani.

Quanti dei referendari si assoggetterebbero a una imposizione di legge che, partendo da esigenze di reperibilità di alloggi da parte dello stato, li costringesse a una convinvenza forzata, pertanto foriera di fisiologici e frustranti conflitti?

Eppure è ciò che si sono riproposti i membri del comitato referendario, sottacendo il potere puramente nominalistico della loro riforma, perché i veti e i controveti, frammentazioni e cambi di parte, anzi di partito, saranno sempre (e meno male) possibili, comunque vadano le cose domani.

La legge può stabilire le regole elettorali (premi di maggioranza, quote di sbarramento, modalità di presentazionhe delle liste, collegi e circoscrizioni) ma non può e non deve entrare nell’ambito decisionale dei partiti, condizionandone addirittura l’autonomia di scelta delle alleanze e delle candidature.

L’unica abrogazione definitiva che da tutto questo deriverà sarà quella dell’art. 75 della costituzione.

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21 giugno 2009 - Posted by | Politica italiana

11 commenti

  1. C’è anche un’altra questione: il costo enorme della macchina elettorale. Oltre al costo, anche il sistema di bloccare le scuole per 4 giorni ogni volta.

    Commento di Paolo della Sala | 21 giugno 2009

  2. Per fortuna non raggiungerà il quorum..

    Commento di Lontana | 22 giugno 2009

  3. Paolo, credo che l’ostinazione con cui i referendari hanno voluto giocare fino in fondo una partita persa in partenza (da ogni punto di vista) abbia una unica ragione: l’esigenza di contarsi.

    Ciao 🙂 

    Perla

    Commento di Admin | 22 giugno 2009

  4. Lontana, non è piacevole andare ai funerali, specie se la salma è quella di uno strumento di democrazia diretta che mai più nessuno rianimerà.

    Ciao 🙂

    Perla

    Commento di Admin | 22 giugno 2009

  5. aiuto! abbiamo perso! ci avete sconfitti, ci avete bastonati senza neppure andare a votare, ci avete fatto diventare neri, e noi ce la legheremo al dito. ti “odio”(non è vero, ti abbraccio) Perla perchè hai propagandato il NO. pensa che se il trucco del quorun fosse stato fatto fuori avremmo vinto noi del SI. quindi abbiamo perso per colpa del trucco. quindi i trucchi continuano a funzionare e così vince chi non va a votare. quindi perde chi perde una giornata di mare. quindi avete dato fiato alle trombe di casini che ha detto:”il bipolarismo è finiti”(viva l’Italia!), quindi (indiindi)”noi possiamo più che mai beccare di qua e di la”. ma non finisce così; sono convinto che mariotto segni starà già elaborando un’altra prova referendaria, questa volta ancora più cretina di quella di questi giorni. e a paolo della sala dico; ma quale costi! quella schiera di ragazzi e ragazze ai seggi elettorali è stata per due giornate e mezzo sul brodo di giuggiole perchè, grazie al referendum, ha potuto ribaciare almeno un gelatino alla fragola.
    saluti
    M

    Commento di Maralai | 22 giugno 2009

  6. M., sai bene come la penso. 🙂

    Un abbraccio a te.

    Perla

    Commento di Admin | 22 giugno 2009

  7. Credo che quello della legge elettorale sia in assoluto il tema meno allettante di cui gli italiani vorrebbero discutere: si è già provato diverse volte a spingerli a farlo, e se n’è sempre ricevuta la stessa risposta. E se finalmente la legge elettorale diventasse materia del Parlamento, studiata e votata dai nostri rappresentanti legittimamente eletti, del quale lavoro dovrebbe essere parte integrante?
    Un abbraccio
    CJ

    Commento di Calamity Jane | 23 giugno 2009

  8. la “legge porcata” è uscita dal parlamento, ma pare non soddisfi nessuno. se invece si rimuovesse il quorum come (dopo di me) ha scritto sergio romano si registrerebbe: a) terrore entro la casta dei partiti;b) più forza al corpo elettorale;c) più “gente” a votare, e noi del Si saremmo risultati i veri vincitori e non i certamente perdenti.
    M

    Commento di Maralai | 23 giugno 2009

  9. CJ, hai ragione, le regole elettorali le deve stabilire il parlamento, regole che però non devono interferire sull’autonomia statutaria del partito. Imporre direttamente o indirettamente a un soggetto politico di fare alleanze solo per ottenere il premio di maggioranza, è molto grave in una democrazia.
    Il referendum funziona in quei paesi dove i quesiti sono chiari e univoci e la volontà espressa dagli elettori è rispettata. I nostri costituenti hanno avuto paura di dare troppo potere al cittadino e hanno scritto una legge che, grazie anche ai suoi maggiori ricorrenti, si è rivelata inutilizzabile.

    Un grande abbraccio anche alla tua splendida sorella che ho appena finito di leggere! 🙂

    Perla

    Commento di Admin | 24 giugno 2009

  10. Ciao M, secondo me non ha proprio vinto nessuno in questa tornata. 🙂

    Baci

    Perla

    Commento di Admin | 24 giugno 2009

  11. per una buona domenica.
    abbraccio
    M

    Commento di Maralai | 28 giugno 2009


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