Perla Scandinava

"Non ci sono cattivi inverni ma solo cattivi vestiti"

Battiam, battiam le mani arriva il dì del Tar

E’ gravissimo che i media abbiano dato la notizia della “sentenza” del Tar del Lazio senza averla neppure letta, inducendo in tal modo politici e superficialoni vari a esporsi in commenti fuorvianti, con la stessa leggerezza di un certo giornalismo sempre più pigro e conformista.

Gli applausi rivolti a un inesistente sentenza di bocciatura di una legge che ancora neppure è stata approvata sono la testimonianza che le regole democratiche e gli istituti su cui esse poggiano proprio non stanno a cuore agli stessi che si sono entusiasmati.

Addì 12 settembre il tribunale amministrativo semplicemente, con quel linguaggio bizantino e ostico tipico degli operatori della giustizia italiana, ha deciso di non poter decidere, respingendo il ricorso contro le ordinanze del governo relative al trattamento dei malati sottoposti all’alimentazione forzata.

Eppure nella sentenza c’è un passaggio che avrebbe dovuto rallegrare i liberali come noi ed è questo:

“L’articolo 32, comma 2, della Costituzione, l’articolo 3 della carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea e l’articolo 1 della legge n. 180 del 1978 prevedono tutti che ogni individuo ha il diritto di non essere obbligato ad un determinato trattamento sanitario (se non per disposizione di legge, secondo la nostra carta costituzionale).”.

Comizietto finale a parte, il giudice del Tar non ha offerto nulla di nuovo al travagliato iter del testamento biologico:

“Alla luce delle precisazioni svolte non resta al Collegio che dichiarare il proprio difetto di giurisdizione.”

Quindi: “Dichiara inammissibile per difetto di giurisdizione il ricorso proposto dal Movimento difesa del cittadino, meglio specificato in epigrafe.”

Al contrario, la Cassazione milanese, con la sua indebita sentenza del luglio scorso, aveva costretto il legislatore a intervenire, mettendo così in pericolo uno spazio di libertà personale sancito dalla Costituzione e che, comunque andranno le cose in parlamento, non sarà mai più nella totale disponibilità del cittadino.

 

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19 settembre 2009 - Posted by | Informazione, Politica italiana

2 commenti

  1. tempo fa mi ero battuto perchè il ruolo della casalinga fosse meritevole di un riconoscimento giuridico ed economico da parte delo Stato. Una donna sindacalista mi ha detto che il mio era un atteggiamento “protettivo” della donna. Sicchè “offensivo”. Mi ero preso uno spavento ma ho sempre creduto che io avesi ragione.
    baci
    M

    Commento di Maralai | 19 settembre 2009

  2. Ciao M! 🙂
    Ti copioincollo sul post precedente.

    Baci

    Perla

    Commento di Admin | 20 settembre 2009


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