Perla Scandinava

"Non ci sono cattivi inverni ma solo cattivi vestiti"

Votare per semplificare

Cresce il partito del non-voto in coalizione con quello meno affollato ma non meno determinato del voto disgiunto (diverso per Camera e Senato), l’affermazione del quale, pensiamo, riconsegnerebbe le Camere all’ingovernabilità, temuta da tutti come il male peggiore dell’Italia.

Nell’area di centrodestra le argomentazioni che vengono portate in sede di dichiarazione di voto astensionista ci pare siano in maggioranza sintetizzabili nel concetto di disaffezione maturata nei confronti di un leader che avrebbe tradito gli originali ideali liberali, tanto da offrire di sé un’immagine e un programma perfettamente sovrapponibili a quelle del suo maggiore competitor.

Per esigenze di sintesi tralasciamo di occuparci delle ragioni dei delusi e insoddisfatti a prescindere, coloro che non si sentono rappresentati da alcuno perché nelle loro priorità assolute situano i temi laico-libertari, visti da prospettive contrapposte, chi radicalmente da sinistra e chi radicalmente da destra.

Sono trascorsi circa quindici anni dal primo tentativo di dare vita a un polo (Berlusconi avrebbe voluto un partito) dei moderati e oggi, nonostante le fisiologiche sfilacciature, quel bipartitismo sembrerebbe finalmente avviato ed essere la risposta alla pressante richiesta di semplificazione della politica avanzata dalla maggior parte dei cittadini.

Sì, è pur vero che siamo in Italia, la patria dei particolarismi parossistici, e che i due principali sfidanti non si chiamano Reagan e Kennedy ma bocciare un processo già troppo lento di suo disertando i seggi non diverrebbe inevitabilmente un atto politicamente autolesionista? Continua a leggere

8 aprile 2008 Posted by | Uncategorized | , , , , | 46 commenti